Il videogioco Euthanasia non è desiderato dai nostri politici (ignoranti)

Gemini

Apprendista recensore
Ma davvero stiamo dando peso alle parole della Binetti?
Sinceramente, il livello mentale di questa donna si dovrebbe capire dal fatto che essa porti un cilicio e lo ammetta pubblicamente, così come non fa segreto che per pratica di mortificazione corporale è usa pure a dormire su una tavola di legno.
Ciliegina sul cesso, la Binetti è pure iscritta all'Opus Dei.

Questa è gente veramente fuori dal mondo in cui vive, all'interno del quale si è costruita una bolla dalla quale sparlare di cose che non solo non ha mai provato/visto/letto, ma che proprio non conosce.
L'unica cosa che posso dire, al di fuori di Euthanasia che non conosco (e di cui non posso nemmeno vedere il video) è che son d'accordo su una regolamentazione della vendita di alcuni videogames ai minori.


*

ma l'avete sentita l'intervista? fosse per questi str*nz1 dovremmo guardare solo "Settimo cielo" e giocare a "Giulia Passione" ... non basta già rompere le palle con le tasse!

ma andate a lavorare!
 

Teocida

Oltreuomo
La stupidità di queste persone è sconfortante, dato che appartengono alla nostra stessa specie animale.
Un gioco che probabilmente sarebbe passato sotto il più completo anonimato, visto che è gratis, visto che non ha pubblicità, visto che è stato sviluppato da solo una persona che non è certo il Kojima di turno ma un perfetto sconosciuto.
Ora Euthanasia è su tutti i giornali italiani, dal Corriere al Giornale, passando per il Fatto e Repubblica.
Ne parlano tutti i siti di videogame.
Ne parlano molti blog, politici o semplicemente videoludici.
Ne parlano su Fb.

E questi decerebrati vogliono vietarne la vendita, considerato che è un gioco che viene distribuito gratuitamente: NON SANNO MINIMAMENTE DI CHE PARLANO.
Penso che scaricherò anche io Euthanasia.
 

bad_hunter

Metroid Hunter
non volevo certo sminuire moddb, quanto più sottolineare il fatto che si sta parlando di un gioco indipendente nato dalla mente di un utente di un sito di mod

Si lo sapevo in fondo però ho voluto postare quel video per alzare il livello della conversazione, parlare delle stronzate dei nostri politici (per giunta i peggiori) mi sembra quasi una perdita di tempo.
 

bad_hunter

Metroid Hunter
Sto sentendo ora l'intervista, Klus Davi afferma che c'è un publisher che lo vuole portare in italia, c'è una pena per chi dice falsità del genere in un medium?
 

Teocida

Oltreuomo
Ora che ho un po' più di tempo ho sentito l'intervista e letto altri commenti, pare che non si sia tirato indietro neppure Giovanardi a riguardo, è sempre una sicurezza.
Comunque, sempre da Vita Digitale del corriere.it, lo stesso che pubblicò la fantomatica lista dei giochi migliori dell'E3 con la frase di motivazione, traetene le dovute conclusioni:

A volte le “notizie” nascono anche così. Si prende un tema forte, etico e molto forte, contrastato. Come l’eutanasia. Lo si condisce con un ingrediente un po’ indigesto, indigesto perché sconosciuto e, nel dubbio, demonizzato (i giovani sono da difendere). Come i videogiochi. Così cucinato, si butta il tutto in pasto a uno e due politici, digiuni del mezzo e probabilmente in buona fede, e il gioco è fatto: si crea una caso dal nulla e le agenzie stampa si scatenano. Con il rischio che poi il tutto finisca anche sui giornali. Come in questo caso. Ecco cosa è successo oggi a KlausCondicio (vedi sotto), la trasmissione che viaggia sulla Rete. Seguendo la via già disegnata qualche settimana fa con la polemica sull’omosessualità creata da arte attraverso Giovanardi sul videogioco The Sims (vecchio di 11 anni, qui trovate una sintesi del tutto).


Nella settimana in cui in Parlamento si palerà di biotestamento, Klaus Davi ha fornito alla cattolica Paola Binetti un sunto e un video (vedi sotto) del videogioco Euthanasia, dipinto come titolo che invita a giocare sulla “dolce morte”. Il tutto “rivolto a utenze dagli 11/12 anni in su” in un mercato come quello italiano “dove il settore non è regolamentato”. Orrore. E sdegno: “Sono videogiochi violenti che hanno come obiettivo quello di introdurre la cultura della morte facendo leva sui consumatori sempre più giovani di videogiochi”. Ecco la reazione, inevitabile, della deputata dell’Udc. Poi a seguire si scatenano tutti: il sottosegretario Eugenia Roccella (che nelle agenzie si dice rispondere alla polemica innescata dalla Binetti… ma non era stato Klaus Davi a innescarla?), di nuovo Giovanardi, quindi Gasbarra del Pd, Satta dell’Upc, infine l’Aiart, l’associazione dei telespettatori cattolici a cui i videogiochi proprio non vanno giù.

Peccato che… Il videogioco è di un anno fa, una produzione indipendente che si può scaricare dal Web gratuitamente, cosa che in Italia avranno fatto sì e no in dieci persone. Secondo le agenzie di stampa, in KlausCondicio si dice che il titolo arriverà presto in Italia in dvd. Non so da dove sia stata presa la notizia, quello che due giorni fa ha scritto lo sviluppatore del “mod” – realizzato con FPS Creator –, Serygal,a è che per il 2012 vorrebbe rieditare il gioco per renderlo più bello e interattivo. Cosa che al momento certo non è. In ogni caso, pur spingendo l’acceleratore in modo assai discutibile sul concetto di eutanasia per farsi conoscere e scaricare (pessimo gusto), lo sviluppatore indipendente ha realizzato uno “spara a tutto quello che si muove” che parla di tutto tranne che di eutanasia, concetto come detto strumentalizzato e utilizzato come espediente narrativo (il protagonista del gioco è morto in ospedale a seguito di un’iniezione letale). Anzi, seguendo lo svolgimento del gioco, il “suicidio assistito” porta Shaun Randall a vivere in un mondo di incubi generato proprio dalla sua scelta di vita (morte). Dunque di fondo c’è in realtà una condanna morale della scelta di Randall.

Detto questo, è bene ripetere che il mercato dei videogiochi in Italia è regolamentato dal Pegi, codice europeo che definisce a quale fascia d’età sono consigliati i vari titoli (non Euthanasia, in quanto prodotto non commerciale). Consigliati comunque, così come i film al cinema e i programmi tv in televisione. Non vietati, come voleva la legge della California, poi abrogata in nome della libertà d’espressione. Perché, si era espresso così il giudice, “lo Stato non può sostituirsi ai genitori nel decidere a quali contenuti i propri figli possono accedere e a quali no”.


A parte l'articolo, a me fa paura la parte di colto l'occasione per sollecitare l'intervento del Parlamento, per regolarne la vendita ai minori della Binetti, spero seriamente che qualuno le spieghi bene di cosa sta parlando, magari con l'aiuto di disegnini: non vorrei che, magari spalleggiata da qualche altro cranio suo pari, davvero presentasse anche solo un'interrogazione parlamentare sulla vendita di videogames violenti in riferimento ad "Euthanasia", con il risultato di rallentare una Camera dei Deputati già di per sé lenta (e per di più in tempo crisi) per questioni che non hanno né capo né coda, e di farci rendere conto per l'ennesima volta i banchi in Parlamento son occupati perlopiù da pagliacci incompetenti, quando ci va bene.

Ed in ogni caso l'eutanasia, quella vera, è un diritto di tutti, che purtroppo in questi giorni ci sta per esser sottratto in maniera definitiva con una legge sul Biotestamento, approvata da poco alla Camera.
 
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bad_hunter

Metroid Hunter
L'articolo è ben scritto ma chiunque di noi avrebbe potuto farlo, ciò che mi preoccupa non è che un parlamentare non si intenda di videogiochi ma che non sappia nemmeno a chi rivolgersi e come trovare informazioni mentre mi fa schifo quella grandissima ***** di Klaus Davi che per alimentare la polemica manda in giro notizie false.
 

Teocida

Oltreuomo
Bad io non volevo dire che le nostre camere non debbano legiferare in materia, voglio solo che, se si deve portare la questione in Parlamento, lo si faccia con una discussione seria ed avendo cognizione dell'argomento, come si dovrebbe fare in tutti i casi, non spinti da una particolare euforia ultra-religiosa aizzata dalle affermazioni -errate- di un Klaus Davi qualunque e dai lavori parlamentari imminenti.
Mi immaginavo una cosa ridicola come un 600 onorevoli che devono ragionare sull'argomento avendo come esempio Euthanasia "gioco di un famoso produttore che nel 2012, in coincidenza con la fine del mondo, verrà distribuito in Italia, e che tratta di temi scottanti come il suicidio e la violenza, che possono aprire la strada al male nelle menti dei nostri pargoletti".

Poi, per quanto mi riguarda ed a differenza dell'autore dell'articolo di VT ma soprattutto di quel giudice californiano, riterrei giusto stilare una normativa che vada a regolare una volte per tutte la vendita dei videogame, vietandola per alcuni titoli alle fascie d'età più basse.
 

Jed

k-d-f-werewolf
Staff Forum
[...]

Poi, per quanto mi riguarda ed a differenza dell'autore dell'articolo di VT ma soprattutto di quel giudice californiano, riterrei giusto stilare una normativa che vada a regolare una volte per tutte la vendita dei videogame, vietandola per alcuni titoli alle fascie d'età più basse.
e il pegi cosa dovrebbe fare scusa?
 

bad_hunter

Metroid Hunter
e il pegi cosa dovrebbe fare scusa?

Il pegi avverte e al massimo consiglia, non vieta di certo la vendita come in molti vogliono ma a parere mio molto meglio così visto che per coerenza si dovrebbero vietare anche film e romanzi violenti e sinceramente non credo nemmeno che facciano tutti questi danni alla mente un film o videogioco violento anzi credo che senza ci ritroveremo una generazione di Flanders per strada.
 
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Jed

k-d-f-werewolf
Staff Forum
allora dovrebbero vietare e regolamentare tutto come fai notare tu. Il bollino rosso nei film non vieta al ragazzino di vederselo, il pegi con l'età consigliata e i contenuti non vieta al ragazzino di comprarsi il gioco.
Ma il problema non è come vietare in modo efficace, il problema è voler mettere tutti questi divieti.
 
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Teocida

Oltreuomo
Hai ragione Jed, c'è il PEGI che dovrebbe far quello e, a prima vista, sarebbe anche abbastanza esplicativo grazie al numero di anni consigliati e alle figure rappresentanti i contenuti.
Il problema è che il PEGI è nato monco, in quanto abbiamo la maggior parte delle famiglie che non sa cosa sia e lo ignora, e che ci vede solo dei quadratini con scritti dei numeri o aventi strane figure, mentre la maggior parte dei venditori se non proprio tutti che sa cos'è ma lo ignora, in quanto ci vede un ostacolo al guadagno, esattamente come sarebbe un edicolante che va a vendere un Berserk ad un bambino.
Io vorrei semplicemente che venisse rispettato il PEGI, con misure che vanno a sanzionare tutti i rivenditori che proprio non se ne occupano, come il Gamestop di Cagliari che davanti a me ha venduto GTA San Andreas ad un bambino che più di 12 anni non aveva (mentre la madre pagava un qualcosa che, avesse saputo cos'era, non avrebbe comprato mai).
Che poi, quello di Vita Digitale fa l'esempio dei film e dei programmi tv dicendo che non sono vietati, ma è falso, in quanto al cinema per certi film non ti fanno proprio entrare, mentre in tv esistono controlli su fascie orarie in cui è proibito mandare in onda determianti programmi o film.

Parliamoci chiaro, io a 15 anni avevo alle spalle, come molti di voi, già tre GTA, due Resident Evil e addirittura un Lula, e non vado in giro a rubare auto con cui investire i pedoni o a sparare agli zombie, ma dubito che mia madre mi avrebbe permesso di giocare determinati giochi, se avesse monitorato meglio il mio tempo libero davanti alla macchina.
Ora, dubito, tornando ad altri esempi, che voi permettereste a vostro figlio dodicenne di vedere un Arancia Meccanica di Kubrik o di leggere un Lolita di Nabokov, ed immagino che vi augurereste che il bigliettaio di turno così come il libraio vieti l'acquisto di questi prodotti ai bambini, ed in effetti così è in quanto non hanno contenuti adatti a loro, esattamente come un GTA.
In questo modo lo stato non va affatto a sostituirsi al ruolo dei genitori nell'educazione, piuttosto cerca di colmare alcune lacune che la famiglia ha sulle passioni del bambino e di evitare che questo possa procurarsi determinati prodotti alla luce del sole "bypassando" esclusivamente il controllo dei genitori (ovvero andando a vedere Arancia Meccanica solo con gli amichetti mentre papà e mamma sono al lavoro).
 

bad_hunter

Metroid Hunter
Sinceramente proprio perchè sono cresciuto a pane piombo e pixel non vieterei a un figlio di giocare a un GTA e altre cose simili, a parte che spesso i divieti hanno l'effetto opposto e cioè di attirare a fare una determinata cosa ma sinceramente come ho scritto prima non credo siano così dannosi per un normale ragazzo, al massimo gli vieterei Assassin's creed perchè fa cacare e gli consiglierei qualche capolavoro come Mario galaxy o l'utilizzo di Chun Li in street fighter ma per il resto gli lascerei piena libertà.
 
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