Libri Il coniglio bianco -Nino Treusch-

Teocida

Oltreuomo
29 Luglio 2007
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Sono pochi i thriller che fanno riflettere come questo :O

Iniziamo dall'autore: Nino Treusch è un tedesco nato a Colonia, che ha vissuto svariati anni in Italia, in Germania, in Cina fino a stabilizzarsi attualmente negli States. È un importante manager di una società di telefonia mobile tedesca, e questa è la sua prima prova in ambito letterario.

Il suo romanzo, come già detto, è un thriller. La scrittura è scarna e veloce, e i protagonisti cambiano nel corso dell'opera.
Il principale, Jan, è un 37enne con un curriculum straordinario, lauree e master, che vive a Milano lavorando per una banca. Decide quindi di cambiare lavoro per tutta una serie di fattori, optando per l'offerta di una multinazionale tedesca con sede a Monaco, che si occupa di telefonia mobile.
Il lavoro rende bene, ma sin da subito Jan è costretto a spostarsi, prima a Lione per una riunione e subito dopo in India, in cui ha il brutto compito di chiudere uno dei distaccamenti dell'azienda che ha deciso di spostarlo in Cina. Il problema è che prima di andarci, in una riunione, non può far a meno di udire una frase sussurata tra due capi, in cui si afferma che "moriranno tutti".
In India poi, uno dei dirigenti dell'azienda prossima alla chiusura, appare alquanto scosso e pare avvallare, senza dare troppe spiegazioni, quella frase che Jan ha avuto modo di udire in precedenza.
Ben presto Jan si renderà conto di essere in mezzo ad una serie di mosse poco chiare della sua stessa azienda, che vanno ad intrecciarsi con le leggi economiche e politiche mondiali. E non sarà certo una situazione piacevole.

La fine del libro è quantomai emblematica e porta davvero a riflettere sulle tematiche del romanzo. Forse questo calca un po' troppo la mano su una visione apocalittica del futuro, certo è che se la fine è "reale" e se le cose dette nel libro rispecchiano il vero c'è davvero da preoccuparsi, visto anche il curriculum dell'autore.
È insomma un libro che sfrutta una storia per portare alla riflessione i suoi lettori, e devo dire che ci riesce bene. Come già detto lo stile è piuttosto scarno, i dialoghi serrati e i capitoli parecchio brevi; lo stesso libro non è molto lungo, circa 370 pagine, e in meno di una settimana, complice la voglia di scoprire come andrà a finire, volerà via.
Beh leggetelo: è interessante e vi terrà incollati alle pagine, oltre al fatto che dopottutto è un bel libro.