Libri L'esatta melodia dell'aria - Richard Harvell -

Teocida

Oltreuomo
29 Luglio 2007
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Dopo Boccaccio, Eco, e tanti altri autori, non ne occorreva certo un altro per spiegarci sotto forma scritta che la vita nel monastero non è certo idilliaca e pacifica come sembra all'apparenza.
Però se lo si fa bene la cosa non crea fastidio, come in questo caso.

Lo scrittore, Harvell, è un americano che si è trasferito in Svizzera da molti anni, e questa è la sua prima ed a mio parere riuscita opera.

Ed è proprio in Svizzera che si svolge gran parte del romanzo, anche se gli anni in cui si svolge è la seconda metà del 1700: il protagonista del romanzo è Moses, bambino nato da una violenza sessuale ad opera del parroco di un villaggio sulla campanara ritardata e sordomuta; ovviamente la cosa verrà tenuta nascosta, e Moses vive i suoi primi anni senza che la madre gli potesse spiegare alcunché sulle sue origini, ma d'altronde lui è troppo piccolo per rendersi conto della cosa. Scopre però subito di avere una grande qualità, nonostante sia disprezzato e tenuto alla larga da tutto il villaggio: è dotato di un udito finissimo, che gli permette di sezionare e catalogare suoni anche ad una grande distanza o in mezzo al frastuono, cosa che gli porta un grande piacere e sui cui baserà la sua vita.
Fino a che, il parroco, suo padre, non decide in una notte di follia di scaraventarlo nel fiume in tenera età, per cancellar il peccato di cui si è macchiato.
Verrà portato in salvo poco più avanti da due monaci, che stanno rientrando nella loro abbazia, e che dopo avergli dato il nome decideranno di tenerlo con loro.
Inizia quindi la non facile vita di Moses nell'abbazia di San Gallo, nella quale scoprirà che grazie al suo udito potrà usufruire di un altro grandissimo dono, una voce splendida che gli permetterà presto di essere uno dei ragazzi più apprezzati del coro, sebbene tutto il monastero (salvo i due che lo salvarono) lo disprezzi, e il suo istruttore di canto abbia un attenzione un po' troppo morbosa per la sua voce, che vorrebbe mantenere pura per l'eternità.
Da qui incontrerà la giovane figlia del signorotto del paese, con cui da un'amicizia in giovanissima età nascerà poi un amore impossibile. E così via.

Il romanzo è scritto sotto forma di autobiografia dello stesso Moses, scritta su dei fogli che il figlio trova poco tempo dopo la sua morte, quando ormai il protagonista era il cantante più apprezzato e ricco di tutta l'Europa. Non è uno spoiler, dato che ciò viene detto proprio dal figlio nella prefazione.
Come romanzo rimane per la sua interezza colmo di inquietudine e dai toni molto cupi, in quanto tutti i maggiori antagonisti avranno dei lati oscuri mica male che riverseranno in toto sui protagonisti e specialmente su Moses, che non solo accetterà quasi tutti i soprusi senza ribellarsi, ma proprio vivrà la sua vita come una condanna, ed i propri pregi, come il canto e l'udito, come una maledizione. Sta di fatto che la storia è molto toccante ed il finale (sebbene un po' annunciato sia nella prefazione sia nel corso dell'opera) abbastanza spiazzante; il problema del libro semmai si può trovare in una pesantezza in alcuni punti, come ad esempio le descrizioni di ciò che Moses sente.
Per il resto è davvero valido, quindi leggetelo.