[Licia Troisi] le due trilogie del mondo emerso

FFfan90

FC Liverpool Fan
28 Gennaio 2006
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Finendo di leggere il primo libro delle guerre del mondo emerso devo dire che lo stile si è alquanto spostato sul macabro...
 

Opaceca

Nuovo utente
21 Giugno 2008
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francescavalentini92.spaces.live.com
Licia Troisi.....una delle mie scrittrici preferite..! Ho letto le due trilogie....la seconda è quella che preferisco...Dubhe è un personaggio incredibile. Bellissime entrambe le collane del mondo emerso...le ho amate e rilette almeno 3 volte...
 

bahamuth

Cavaliere del Verbo
31 Luglio 2006
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Io ho letto tutta la saga delle Cronache del Mondo Emerso, e sto leggendo il primo libro delle Guerre... Devo ammettere che è davvero appassionante!! Nonostante le Cronache le abbia lette durante un ricovero, mi hanno entusiasmato e alleviato la permanenza all'ospedale...
Le Guerre invece, secondo me, hanno uno stile un pò più freddo e formale, e non rendono bene: condizionate dall'ombra del successo del suo predecessore, fatica ad essere innovativo... Però è bello comunque. Ieri per leggere sono andato a letto alle 2!
 

Opaceca

Nuovo utente
21 Giugno 2008
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francescavalentini92.spaces.live.com
io ci ho passato sopra una notte insonne xD Comunque nel secondo e nel terzo libro ci sono dei punti che non mi hanno entusiasmato troppo....un po' troppo sdolcinati. Ma non dico altro sennò ti rovino il libro...xD Comunque stupenda la trilogia, l'ho amata veramente molto *_*
 

Ayra

Nuovo utente
24 Novembre 2006
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Concordo una Saga davvero stupenda, soprattutto quella delle Guerre (Dubhe *-* un personaggio che adoro); mi piace molto come scrive Licia Troisi, i libri scorrono via in scioltezza, a volte nemmeno mi accorgo di essere arrivata alla fine tanto ne sono presa XD.
Inoltre, ancora non si sa quando, dovrà uscire un nuovo libro sempre della Saga del mondo Emerso *-*
 

artemide86

...lunatica...
19 Novembre 2006
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Preferisco decisamente le Cronache. Sono più vive, più frizzanti. Le Guerre sono troppo legate alla prima trilogia, alcuni personaggi sembrano messi lì tanto per (Theana e San ad esempio, si sa già che faranno appenna viene chiarito chi e cosa sono), la storia si trascina un po' specialmente nel secondo libro (mancanza di idee?) insomma, le Cronache mi sono piaciute molto, le Guerre, bè decisamente meno.
 

GBB

Man o' War - #1
2 Luglio 2008
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Mi manca da leggere l'ultima saga delle guerre del mondo emerso. Il punto di vista dell'autore cambia nelle due saghe che mi sono piaciute molto entrambi. Hai tempi di Nihal e di Aster sembra che l'autore faccia sempre trasparire la speranza di un mondo emerso senza la rocca, senza Aster e senza i suoi sottoposti. Mi sembra che nelle guerre, l'autore sia molto più pessimista e non sembra che dia molte possibilità di salvezza per Dubhe. Parlo con ignoranza perchè devo finire la saga, spero solo che ci sia salvezza per Dubhe perché mi è molto simpatica per il suo carattere risoluto e per la sua forza.
 

Zargabaath

Membro N.4 AVALANCHE
5 Luglio 2008
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Trovo che Licia Troisi sia una bravissima scrittrice e che abbia preso i cuori di molti pubblicando queste due trilogie...

La prima, Cronache del Mondo Emerso mi hanno attratto molto e sono quelle che mi sono piaciute di più in particolare il terzo libro...

La seconda trilogia, Guerre del Mondo Emerso mi è piaciuto poco, il primo libro non mi ha attratto, tuttavia il secondo mi ha preso maggiormente facendomi immergere in una lettura profonda...

Comunque le due trilogie sono sempre molto belle...^^
 

Zanna

Mamoru Takamura
17 Agosto 2005
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In un improvviso attimo di masochismo ho deciso di cominciare a leggere il primo libro delle cronache del mondo emerso di Licia Troisi.
Ora, leggo libri fantasy da circa 14 anni, ne ho letti oltre una sessantina (fantasy classico, fantasy alla D&D) da Tolkien, Brooks, Salvatore, Weis & Hickman, e molti altri ancora, di conseguenza qualche metro di paragone credo di averlo.
Ammetto di essere solo alle prime pagine, ma alcune descrizioni e il lessico mi hanno fatto accaponare la pelle. Tuttavia non voglio massacrarla prima del dovuto (anche perchè al primo libro molti autori si dimostrano spesso acerbi) , preferisco leggermi il libro per intero e e poi dirò la mia, ma ammetto che l'inizio è stato già di per sè terrificante.
 

Zanna

Mamoru Takamura
17 Agosto 2005
773
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Penso di aver letto abbastanza per poter esprimere un giudizio: è’ terificante, e non penso di esagerare. Lo trovo per certi versi un mezzo miracolo, non è per niente facile risultare quasi illeggibile con uno stile così semplice e dimesso.

Non voglio soffermarmi sulla trama e sui personaggi (anche se ho notato come Nihal pianga con la stessa frequenza con cui si alternano il giorno e la notte), questo penso spetti alla coscienza e alla sensibilità del lettore singolo, ma sulla forma di questo … no, non ce la faccio a chiamarlo romanzo fantasy, non è un romanzo fantasy!
Chiunque abbia letto anche solo mezzo romanzo fantasy degno di tale nome rimarrebbe sconcertato di fronte ad un cumulo di banalità scitte peraltro in modo tutt’altro che ineccepibile (e mi fermo a questo giudizio sommario giusto perché mi sento generoso).

Ciò che intendo dire è: va bene lo stile semplice, ma ciò che viene propinato ad ogni singola pagina non è semplicità e scorrevolezza dettata dal ritmo della narrazione o mediante l’utilizzo di un lessico asciutto, ma banalità allo stato puro (e non parlo di trame, personaggi o altro, ma della forma vera e propria di questo pseudo fantasy). Dopo ogni punto, dopo ogni virgola c’è una banalità pronta a fiorire come i germogli in primavera. L’unica banalità che l’autrice ha dimenticato di inserire nella sua opera è che l’acqua è umida.

Le descrizioni: sono scialbe e vaghe, non offrono dettagli, sono dei riempitivi senza un minimo di guizzo artistico. Nel descrivere viene utilizzata quasi ed esclusivamente la vista, e difficilmente se non praticamente mai gli altri sensi. Sono dei quadri grigi e inutili, senza colore, senza un minimo di partecipazione.

Le scene di combattimento: sembrano riassunti tratti da un compito di italiano dove viene rischiesta un analisi del testo. Sono buttate lì alla carlona, senza dettagli rilevanti, sono dei sunti che si innestano ciclicamente tra uno stato d’animo della protagonista e l’altro.

Per non parlare del lessico utilizzato, poiché qua si sfiora il ridicolo, essendo a livello delle scuole medie. Sotto questo punto di vista sono rimasto semplicemente inorridito.

I Dialoghi: sono poco curati, sempre banali, mai un minimo di tensione, mai un innalzamento o un abbassamento di tono, sempre avvolti da una mestizia infinita (non dalla situazione sia ben chiaro, ma dallo stile della Troisi).

Le vicende che nella trama dovrebbero avere qualche rilevanza sono brutalmente liquidate con poche frasi sommarie, atte solo a svuotare del tutto gli avvenimenti dalla minima tensione emotiva.

Altra cosa interessante: il fantasy non richiede certo realismo, ma trattandosi appunto di fantasy, e quindi di un mondo fantastico popolato da creature fantasiose spesso parallelo al periodo medievale, nasconde delle insidie dal punto di vista dell’ambientazione e di altri dettagli per cui sarebbe il caso di si prevedere degli accorgimenti necessari, per lo meno una qualche documentazione sul periodo medievale da parte dell’autore e un minimo di cura negli oggetti che tenta (perché nonostante la buona volontà non ci riesce) di descrivere o di fare utilizzare ai suoi personaggi.
Niente di tutto ciò. Ad ogni pagina si ha la netta impressione che la Troisi non si sia per nulla documentata su ciò che sta descrivendo. Non c’è stato un lavoro di studio a priori, lo si capisce subito da come parla delle armi e del loro utilizzo.

Concludo dicendo che questo è uno dei peggiori libri fantasy che abbia mai letto, e faccio una considerazione sull’influenza che ha questa Troisi-mania sul fantasy in generale e sul pubblico dei lettori italiani: è dannoso. Non tanto dal punto di vista della fortuna del libro che rischia di offuscare altri romanzi dello stesso genere maggiormente meritevoli di attenzioni, anzi, sono contento quando qualche scrittore o scrittrice nostrano riesce ad avere successo, ma è dannoso perché viene spacciato per qualcosa che non è: Fantasy.

Quando ho saputo del successo di una scrittrice italiana in ambito fantasy, devo ammettere che la mia ingenuità mi fece pensare ad un passo avanti nella narrativa italiana, che ha sempre trattato alcuni generi come figli di un dio minore (ad esempio i gialli sono sempre stati considerati opere di gran conto, mentre il fantasy è valutato come una narrativa per ragazzetti o eterni bambini), pensavo che in qualche modo questo libro avrebbe aperto le porte ad un genere che nemmeno con il maestro Tolkien riuscì a sfondare del tutto nel bel paese, ma rimase sempre un po’ di nicchia.
Bene, mi sbagliavo, questo libro è la morte del fantasy, è una commistione di elementi fanstastici con dialoghi stile manga e un lessico mestamente insufficiente. Nihal della valle del vento non è ciò per cui viene spacciato, ma è semplicemente un libretto per ragazzini, e siccome mi rifiuto categoricamente di considerare il fantasy in toto come un genere per bambinetti, non ritengo opportuno far rientrare il libro in questione nel genere (anche perché ha il solo effetto di svalutarlo). Si dice abbia il pregio di avere fatto avvicinare al fantasy il pubblico femminile, io non discuto il grande numero di estimatrici che nutre questa scrittrice, spero solamente che qualcuno si prendala briga di spiegare a queste ammiratrici che il fantasy non è ciò che hanno letto, ma è altra cosa. Perché se nessuno fa presente questo piccolo dettaglio, allora il genere merita ampiamente la stessa considerazione dei romanzi rosa.

Voto: 4 (solo perché è il suo primo libro, altrimenti avrei detto di meno)

p.s. ah, ho scoperto che Licia Troisi ha venduto quasi un milione di copie coni suoi libri in italia (editi da Mondadori tra le altre cose), in un paese dove chi vende più di 5000 copie ha ottenuto un buon risultato. Devo essere sincero, la cosa non mi dispiace, anzi, buon per lei che campa con ciò che scrive, chiedo solo un favore a titolo personale: che qualcuno su questo forum non mi venga più a ricordare che la pubblicità o i martellanti messaggi dei media non hanno infuenza sulle scelte delle singole persone e sull’opinione pubblica, la potrei considerare un offesa questa volta.
 

lunanera

Red Wizard
2 Gennaio 2007
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ok zanna il suo stile non è certo dei migliori però volevo chiederti una cosa riguardo al fatto che il fantasy è considerato da bambini.
Io vado spesso alla mondadori a comprare i miei libri anche perchè prima lavoravo lì vicino e ho notato che scrittori come Tolkien, Martin, Brook e Troisi sono nel reparto fantasy, mentre se cerchi Harry Potter lo trovi fra i libri per ragazzi fino ai 14 anni come Eragon e La bussola d'oro; secondo te come mai c'è una distinzione di questo tipo? Per me nessuno di questi libri è da considerare da bambini o ragazzi eppure in quel negozio fanno questa distinzione.
Un'altra cosa sulla Troisi è che io l'ho conosciuta grazie a mio fratello che per il mio compleanno mi aveva regalato La setta degli assassini che mi è piaciuto e quindi ho comprato anche gli altri e la saga precedente per capire meglio la storia di Nihal e Sennar. Comunque anche se il suo stile non è brillante io la preferisco a Paolini e il Eragon o Eldest anche se non sarà mai all'altezza di tolkien di cui ho letto tutti i libri e che mi piacciono assai.
Chiedo scusa per il piccolo ot sui libri fantasy ma volevo precisare questa cosa
 

Zanna

Mamoru Takamura
17 Agosto 2005
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Mi fa piacere che qualcuno abbia risposto al mio post, e sono felice che a farlo sia stata tu lunanera, poichè mi interessa un confronto, in special modo con chi ha aprezzato i libri della Troisi.
Apro anch'io una piccola parentesi sulle librerie: mi è capitato di vedere soventi scempi, come tutta l'opera di Tolkien (ma anche di Martin) inserita nella categoria delle opere per ragazzi, di conseguenza tendo a fidarmi poco o nulla, ma preferisco leggermi il libro in questione per esprimere anche la minima valutazione.
Purtroppo in italia abbiamo una apertura mentale inesistente in ambito letterario (lo dimostrano anche i programmi scolastici del resto), e si tende a bollare preventivamente alcuni generi senza conoscerli minimamente.
Altra cosa: non ho mai letto Paolini, in genere tendo a diffidare dei "baby fenomeni" per un motivo molto semplice: le storie che vengono propinate sono spesso e volentieri adatte a un pubblico di giovanissimi, non che la cosa mi dispiaccia (pensando a Lo Hobbit), ma come ho già ribadito nel post precedente non mi pare il caso che in Italia (o anche all'estero) si debba per forza di cose far passare il genere ad esclusivo uso e consumo di ragazzi dagli 8 ai 14 anni, la trovo una distorsione e un declassamento vero e proprio.

Personalmente non sono tipo da distinguere autori di serie A o di serie B nell'ambito fantasy (a parte Tolkien che è l'unico di un altro pianeta), non sono prevenuto nel tipo di trame, personaggi, tipologie di universi fantastici, utilizzo della magia, così come non declasso il fantasy alla D&D come sento fare da altri poichè mi sembra di vedere il bue che dà del cornuto all'asino (moltissimi libri tratti dal gioco di ruolo sono sicuramente illeggbili e da cestinare, ma in mezzo a quel marasma ci sono buone opere comei primi libri di Dragonlance, e altre addirittura ottime come la trilogia degli elfi scuri di Salvatore), specie in un genere già bistrattato di suo che non penso abbia bisogno di ulteriori divisioni al suo interno.
Penso che prima di esprimere un opinione occorra almeno leggere il libro che si vuole valutare, e io l'ho fatto con il primo della Troisi, perchè interessato da questo fenomeno editoriale. Attenzione, feci la stessa cosa con Harry Potter (anche se nemmeno questo è un fantasy, e a dirlo è la stessa Rowling), ma se in quel caso mi trovai di fronte ad un libro scorrevole, che si lasciava leggere, con una scrittura leggera e piacevole senza troppi fronzoli, contenente delle semplici inuizioni che tuttavia ne decretarono il successo, ma con la Troisi sono rimasto di sasso, e i punti interrogativi che avevo sono rimasti tali.

Un successo del genere merita qualche domanda, solo che le risposte sono difficili da trovare: un libro con un lessico sciatto, dialoghi molto banali, descrizioni grigie, senza dettagli, addirittura vaghe, come è possibile che abbia avuto un successo del genere?
Come ho detto prima, non sono un lettore che chiede al genere fantasy elementi quali l'originalità o temi esistenziali nella trama, e nemmeno uno stile aulico nella forma. Penso solo che un libro di narrativa debba essere scritto con un minimo di decoro, ma nel caso della Troisi il decoro non sta certo di casa.
Devo forse pensare che il linguaggio dei manga utilizzato nei dialoghi sia stato la molla che ha fatto avvicinare una maggiore quantità di pubblico? Oppure che la giovane protagonista sia riuscita ad attrarre un enorme fetta di pubblico femminile che si identifica nelle sue gesta?
Queste sono le uniche spiegazioni che posso avere (anche se propendo nel dare i maggiori meriti alla colossale macchina pubblicitaria della Mondadori), perchè in tutto il resto il libro è gravemente insufficiente e ben al di sotto della media dei libri fantasy che ho letto (il tutto senza scomodare il maestro Tolkien).

Torno a l'OT di lunanera: in merito alla svalutazione preventiva del fantasy, e della fredda accoglienza avuta persino da Tokien nel bel paese, consiglierei a tutti i benpensanti accademici di leggersi "il medioevo e il fantastico", un saggio (abbastanza pesantuccio di per sè) diviso in più parti che mette in luce l'incredibile lavoro del creatore del signore degli anelli, il suo lavoro filologico e tutto il background culturale e storico che sta alle spalle della sua opera.
Gianfrano De Turris nella prefazione secondo me riusciva a centrare il fulcro del problema:
"Caratteristica delle fiabe ben realizzate è di offrire, oltre all'elemento fantastico, anche Riscoperta, Evasione e Consolazione: la necessità di riscoprire la vera realtà delle cose, di amarle ma ancora - di non rendersi schiavi di esse, dei fatti e anche della Natura stessa; bisogna recuperare quindi una "chiara visione" delle cose, perchè "chi vuol evadere non fa degli oggetti i suoi padroni, i suoi dei venerandoli come inevitabili e persino inesorabili"; l'Evasione tanto disprezzata e mal compresa dai critici letterari apologeti della Vita Reale, è giusta e legittima perchè l'Evasione del Prigioniero non deve essere confusa con la Fuga del Disertore: costoro la spregiano e la perseguitano perchè in fondo ne hanno paura, dato che spesso l'Evasione si accompagna al Disgusto, alla Rabbia, alla Condanna e alla Rivolta, addirittura alla Reazione: ma contro cosa? Risponde Tolkien:contro la bruttezza, quindi l'inutilità e spesso la malvagità del mondo moderno che noi abbiamo creato.

Il mondo creato da Tolkien è per quanto fantastico il più vitale che io abbia mai letto, ogni minuscola creatura, ogni singola foglia della terra di mezzo sembra respirare. Il suo è un ritorno non solo ad una dimensione ideale e mitologica, ma anche ad un mondo dove le creature vivono in equilibrio con la natura, tanto che un elemento sempre costante in Tolkien è infatti l'amore per la terra che sembra trasudare da ogni singola pagina, così come l'amore per il linguaggio, per i draghi e il fantastico.

fine OT
 

Folken89

Member
26 Giugno 2007
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Quoto Zanna.
Il libro della troisi è scialbo privo di qualsiasi consistenza, dal genere fantasy si richiede un minimo sforzo nell'ambentazione e nello gestire gli eventi, cosa che la troisi non ha fatto. stilisticamente non eccelle, scrivo meglio io, quando sono ubriaco.
 

artemide86

...lunatica...
19 Novembre 2006
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Sono d'accordo, ma solo in parte con quanto dice Zanna.
Sicuramente Licia Troisi non è al livello di un Tolkien (confronto impossibile) ma io non lo trovo così male. O meglio, trovo così solo la seconda trilogia.
La saga di Nihal ha certamente dei difetti, la descrizione delle battaglie in primis, ma non trovo un difetto la scrittura semplice: certo, non dà il phatos della cavalleria che arriva a Minas Tirith, ma è anche una questione di trama. Il libro, per come la vedo io, è più incentrato sulla vicenza personale di Nihal (e Sennar) che non sulle grandi battaglie del Mondo Emerso. Tant'è vero che le battaglie sono appena accennate, mentre spesso ci vengono descritti per filo e per segno le varie prove per la conquista del talismano (alcune davvero un po' scialbe).
Detto questo, non riesco a fare una colpa dello stile scarno, ho letto fin troppi libri dove si fa fatica a capire che vuole dire un autore a furia di giri di parole. Una volta tanto un libro dal linguaggio quotidiano, mi piace; e credo sia pure giusto con il contesto: sia Nihal che Sennar vengono da famiglie povere, dove non c'è certo la nobile parlata che Tolkien e molti autori fantasy atribiuscono agli elfi.
Passiamo poi ai personaggi:
Nihal non è un ottimo personaggio: è piuttosto nevrotica, ha scatti d'ira o crisi di pianto a volte senza motivo. Ma ha fascino, è un personaggio che piace perchè è donna in un mondo pieno di uomini, perchè è fragile, perchè ha un destino di "dannazione". Inutile negare che un personaggio così conqiusta molti lettori. Puro fanservice, direbbero nel mondo manga
Sennar è già un po' meglio. Ma, purtroppo, a mio avviso, è quasi sempre senza spina dorsale: ama Nihal ma non lo dice, ci prova con la tizia del mondo Sommerso, ma non conclude. Sarà perchè fare l'amasciatore lo pota a ponderare ogni decisione, sarà perchè ha un carattere riflessivo, ma non mi convince del tutto.
Ido, invece, per quanto sia il classico stereotipo del guerriero, mi piace: ha carattere. Sa prendere decisioni anche folli, sa consolare, sa sostenere Nihal, la capisce, la sprona e la punisce se necessario. Pure Licia si è accorta di aver creato un buon personaggio e, con ostinazione, lo propone anche nella seconda trilogia, ahimè non con la stessa efficacia.

Quindi, tutto sommato, trovo le cronache un buon libro fantasy (ebbene si, per me è fantasy), ben lontano da mostri sacri come Tolkien, Le Guin, Zimmer Bradley, Martin ecc ma per essere un'opera prima non mi dispiace. speravo migliorasse con la seconda trilogia, ma è successo l'opposto.
Spero che in futuro Licia riesca a fare un fantasy degno del nome, perchè secondo me le premesse ci sono.
 

Zanna

Mamoru Takamura
17 Agosto 2005
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Faccio una rapida premessa: a differenza di alcune recensioni senza pietà che mi sono capitate di leggere in rete, la mia non è una critica rivolta alla Troisi, e nemmeno mi interessa sapere se ha amici ai piani alti della Mondadori o meno, ho solo voluto dare una letta a questo incredibile successo esitoriale, e mi sono soffermato esclusivamente sul libro in questione (tralasciando peraltro trama e personaggi, ma valutando solo la scrittura).

artemide86 ha detto:
...non riesco a fare una colpa dello stile scarno, ho letto fin troppi libri dove si fa fatica a capire che vuole dire un autore a furia di giri di parole. Una volta tanto un libro dal linguaggio quotidiano, mi piace; e credo sia pure giusto con il contesto: sia Nihal che Sennar vengono da famiglie povere, dove non c'è certo la nobile parlata che Tolkien e molti autori fantasy atribiuscono agli elfi.
Ogni lettore ha logicamente delle preferenze, c'è chi ama una prosa ricca e delle descrizioni articolate, e c'è anche chi ama una scrittura asciutta lessicalmente e molto secca dal punto di vista della punteggiatura.
Il problema della Troisi a mio avviso, non è questo, o per lomeno, la mia critica non è rivolta alla semplicità della sua scrittura, ma alla totale mancanza di precisione (precisione di solito è risontrabile in quegli autori dal ritmo secco e dalla scrittura apparentemente asciutta), alle descrizioni che diventano inutili perchè sempre vaghe e ridicole.
Come ho detto prima, non si pretende certo tematiche esistenziali da un libro di narrativa, ma almeno che sia scritto decentemente, ma evidenetemente la Troisi ha ancora tanta strada da fare sotto questo punto di vista.
Faccio un esempio tratto da Nihal delle Terre del Vento:

Era una sorta di castello piuttosto massiccio, fatto di pietroni squadrati, che si sviluppava intera-mente sul ciglio di un'immensa cascata.

Un castello piuttosto massiccio. Ma Va? E non solo massiccio, attenzione (perchè se in rovina poteva essere fatiscente), ma piuttosto massiccio.
Per carità, qualche giornata senza la minima ispirazione può capitare, il problema è che queste pseudo descrizioni dalla banalità imbarazzante scandiscono l'intero libro.
Come hai detto tu, non si pretende certo che scriva come Tolkien, ma almeno si sforzi un po', che fornisca delle descrizioni aventi un motivo di esistere, e non sempre vaghe e scialbe all'inverosimile, perchè qui siamo a livelli imbarazzanti.


artemide86 ha detto:
Quindi, tutto sommato, trovo le cronache un buon libro fantasy (ebbene si, per me è fantasy), ben lontano da mostri sacri come Tolkien, Le Guin, Zimmer Bradley, Martin ecc ma per essere un'opera prima non mi dispiace. speravo migliorasse con la seconda trilogia, ma è successo l'opposto.
Spero che in futuro Licia riesca a fare un fantasy degno del nome, perchè secondo me le premesse ci sono.
Guarda, aspettarsi un capolavoro è eccessivo certo, ancora di più al primo libro scritto e pubblicato (unica attenuante da concedere), ma ti faccio presente che non ho criticato Nihal delle terre del vento dandogli una semplice letta, no, sono andato a vedere come scrivono altri autori fantasy o fantastci (escluso Tolkien ben inteso).
Leggendo Martin mi sono accorto dopo 2 secondi che c'era un abisso.
Sono andato a rileggermi qualche pagina di Cornwell, e anche lì la distanza era a dir poco notevole.
Ho pensato "forse esagero nelle comparazioni, vado a prendere il primo libro di un autore come Salvatore (che lessi oltre una decina di anni fa) che sento bistrattare di tanto in tanto perchè ripetitivo e appartenente al filone D&D". Bene, anche qui dopo qualche minuto mi sono reso conto che a livello di scrittura c'erano non spanne, ma braccia (per citare un unità di misura caro alla Troisi) di dislivello.
Per farla in breve, quando dico che non è fantasy, dico che questo libro è un libro solo ed esclusivamente per ragazzi, non che sia un male (anche lo Hobbit lo era originariamente,ma resta un libro ben scritto e godibile a tutte le età), ma non ha nulla da spartire con la letteratura fantasy straniera (a livello di dialoghi, di scrittura, di ambientazione, di cura dei particolari).
Vogliamo esportare i libri della Troisi? Bene, daremo un altro motivo agli stranieri per ridere alle nostre spalle.
Vogliamo dire che è fantasy? Ok, diciamolo, ma a quel punto i detrattori del genere avranno tutto il diritto di trattarlo come narrativa minore.

Anzi, lancio una picola provocazione (anche se più che tale è un datoallarmante): per anni ci è stato detto che il fantasy era roba per bambini, a quanto pare sono riusciti a convincerci: 1milioni di copie vendute dalla Troisi dicono questo (e non solo, ma che in italia si leggesse pochissimo lo si sapeva già molto prima della pubblicazione di questo libro).