G.R.R. Martin - VS - J.R.R. Tolkien

daffodill

Aurora Execution!
14 Febbraio 2011
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Premetto di aver espresso il voto in base esclusivamente al mio gusto personale.
Bene, premesso ciò devo dire che non ho mai letto un autore fantasy tanto palloso quanto Martin!
La lettura delle sue opere è snervante e ho provato a leggerle più e più volte. Il primo tomo delle cronache del ghiaccio e del fuoco l'ho letto quando lavoravo in libreria per noia e mi ero ripromessa che sarebbe stato l'ultimo, poi spinta dalla curiosità ho letto anche altri due libri in circa.... un anno! li ho finiti perché mi sono detta "ormai li hai iniziati, su, finiscili."
Il Silmarillon, che viene considerata l'opera più complessa di Tolkien e più noiosa, l'ho invece letto in una settimana circa, l'ho trovato interessante e coinvolgente.
Per non parlare di quante volte ho riletto il signore degli anelli da quando ero bambina ad adesso e continuo a trovarlo sempre bello e piacevole.
Ammetto che per quanto riguarda il fantasy ho dei gusti davvero molto difficili, ma di sicuro Martin non rientra nei miei gusti (il telefilm "il trono di spade" poi è qualcosa di penoso, peggio del libro).
Escludendo il mio gusto personale invece devo dire che il romanzi di Martin hanno delle trame e degli snodi narrativi interessanti, di sicuro molto ricchi. Credo che il punto forte di Martin sia la ricchezza della trama.
Ma Tolkien riesce a rendere unica e interessante una trama che è in realtà molto semplice e lineare, quindi anche sotto questo punto di vista per me è preferibile Tolkien.

Comunque ... Martin e Tolkien hanno due stili diversi...quindi per forza si preferisce quello con lo stile che piace di più... un paragone è un po' fuori luogo.
 

biomega90

Member
25 Febbraio 2010
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Ma infatti non stiamo parlando di questo.
La domanda è quale di questi due autori preferite? (preferite... che è ben diverso da incoronate sovrano assoluto di fantasilandia).
Poi comunque è vero che ogni autore va inserito in un contesto spazio temporale, e difatti va riconosciuto a Tolkien il merito di essere stato il precursore di tutto il genere fantasy.
Ma Martin non è assolutamente una versione modernizzata e evoluta di Tolkien. Martin ha il suo stile, il suo modo di scrivere fantasy e ha creato il suo mondo che non ha nulla, ma proprio nulla, a che vedere con Tolkien e il fantasy tradizione a cui Tolkien ha dato vita.
Poi se parliamo di Fantasy tradizionale, ossia di elfi gnomi nani e super malvagi oscuri e potentissimi da sconfiggere, allora sono d'accordo con te Tolkien è il migliore (tra quelli che conosco).
Però come Tolkien è padre di tutta la letteratura fantasy su questo stile, Martin potrebbe essere l'equivalente di Tolkien per quello che è un modo tutto nuovo di scrivere fantasy.
E questo fatto, questo loro essere diversi, non rende per forza di cose uno migliore dell'altro.
Walter Scott è universalmente riconosciuto come il padre del romanzo storico. Ma questo non vuol dire che sarà il miglior scrittore di romanzi storici dal 1800 fino alla fine dei tempi. No, inevitabilmente qualcuno che farà meglio o che piacerà allo stesso modo, o che farà evolvere ulteriormente quel modo di scrivere dando vita ad un altro filone sullo stesso genere, ci sarà sempre.
Stessa cosa vale per chiunque. Non possono esistere giudizi univoci ed assoluti in questo campo.
Ma io non critico il gusto personale ma il riportare pareri legati al gusto personale come realtà consolidate.

nessuno vuole togliere niente a martin mala realtà e che la differenza con tolkien e come tra il creatore della pizza e uno molto bravo a cucinarla. Per quanto tu possa aggiungere nuovi ingredienti ed arrotolarla per farne un calzone il vero genio e chi ha inventato partendo dal nulla o quasi. E come paragonare poe e lovecraft con gli autori contemporanei di thriller. Io guardo questi autori e vedo anni di studio ed impegno, con il rischio più che probabile di fallire (dal momento che ci si lancia in qualcosa di completamente innovativo, che può anche non piacere ad un pubblico abituato a letture completamente differenti).
Invece in autori come martin vedo si un grandissimo talento nella scrittura insieme ad una grande immaginazione e cultura, ma comunque sempre rivolti ad un genere letterario pienamente affermato. Gli manca quel di più che hanno avuto i grandissimi e che ha reso loro possibile di far breccia nel cuore dei lettori percorrendo un terreno mai battuto prima. Non e un caso che il signore degli anelli e stato per lunga tempo il libro più venduto al mondo dopo la bibbia, mente le cronache non penso si siano mai avvicinate ad un simile primato (nonostante l'enorme talento di martin, che io riconosco ed apprezzo).

SCUSATE PER EVENTUALI ERRORI E PER LE E NON ACCENTATE MA E IL MIO TABLET CHE FA CAGARE.
 

Ayrin

Stormborn
17 Ottobre 2006
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Ma io non critico il gusto personale ma il riportare pareri legati al gusto personale come realtà consolidate.

nessuno vuole togliere niente a martin mala realtà e che la differenza con tolkien e come tra il creatore della pizza e uno molto bravo a cucinarla. Per quanto tu possa aggiungere nuovi ingredienti ed arrotolarla per farne un calzone il vero genio e chi ha inventato partendo dal nulla o quasi. E come paragonare poe e lovecraft con gli autori contemporanei di thriller. Io guardo questi autori e vedo anni di studio ed impegno, con il rischio più che probabile di fallire (dal momento che ci si lancia in qualcosa di completamente innovativo, che può anche non piacere ad un pubblico abituato a letture completamente differenti).
Invece in autori come martin vedo si un grandissimo talento nella scrittura insieme ad una grande immaginazione e cultura, ma comunque sempre rivolti ad un genere letterario pienamente affermato. Gli manca quel di più che hanno avuto i grandissimi e che ha reso loro possibile di far breccia nel cuore dei lettori percorrendo un terreno mai battuto prima. Non e un caso che il signore degli anelli e stato per lunga tempo il libro più venduto al mondo dopo la bibbia, mente le cronache non penso si siano mai avvicinate ad un simile primato (nonostante l'enorme talento di martin, che io riconosco ed apprezzo).

SCUSATE PER EVENTUALI ERRORI E PER LE E NON ACCENTATE MA E IL MIO TABLET CHE FA CAGARE.
A me non sembra affatto che sia mai stata io a riportare pareri personali come verità consolidate...
Anzi, mi pare che in tutti i miei messaggi ho ribadito più volte quello che dici anche tu, ossia che a Tolkien va riconosciuto il grande merito di aver creato dal nulla e prima di chiunque altro un mondo fantastico e senza precedenti.
Quello su cui non sono d'accordo è il collocare Martin tra la marea di scritturi successivi che effettivamente hanno preso spunto e idee da qualcosa di già esistente per creare a loro volta i loro mondi. Io non credo che sia questo il caso di Martin. Insomma se mi parli delle saghe di dragonlance, che tra l'altro io trovo anche carine, allora siamo d'accordo sono un bel gradone sotto Tolkien, e in molti aspetti ricalcano il modello de Il Signore degli Anelli. Stessa cosa per moltissimi altri fantasy. Lo stesso Eragon che qualcuno in precedenza ha nominato (e che io personalmente trovo banale e scontato come pochi) ha ben poco di originale. Forse nulla. E potrei farti un milione di altri esempi. Tra questi esempi alcuni scrittori sono comunque molto bravi, e le storie sono anche convincenti, ma non mi sognerei mai di metterli allo stesso livello di Tolkien. Martin è diverso. Non ha rimpastato la pizza per fare un calzone. Martin ha ingredienti tutti suoi che nulla hanno in comune con quelli usati da Tolkien. Nuova ricetta nuovi sapori, gusti diversi. Ora a te magari piace di più la pizza ed è legittimo e ti assicuro che piace anche a me. Però a me piace di più un bel piatto di pasta con gamberetti zucchine e zafferano (tanto per dirne una :D). Comunque questo per ribadire semplicemente che non sto dicendo che Martin è in assoluto il migliore. Io trovo i suoi libri più coinvolgenti. Poi se si tratta di fare un paragone, come hanno detto anche altri come Daffodil e Thot, sono due autori troppo diversi per poterli paragonare.
 

Pay

Nuovo utente
22 Febbraio 2012
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Io personalmente preferisco le cronache del Ghiaccio e del Fuoco. Ho visto anche il telefilm ed è bellissimo. Poi sarà che a me piacciono tantissimo tutti quegli intrighi, segreti, complotti, che nelle Cronache fanno da padroni.
 

MrPsykarl88

Paranoid android
27 Ottobre 2011
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Ok, tempo di dire la mia. Preciso subito che, per quanto riguarda Tolkien, mi riferirò unicamente al suo Signore degli Anelli. Mi aspettavo che continuando a leggere le Cronache mi si schiarissero le idee, e invece mi si sono confuse ancora di più. Non è cosa facile scegliere tra due autori così capaci, ognuno col suo stile così radicalmente diverso dall'altro. La cosa poi si fa ancora più difficile considerando che da una parte abbiamo un libro e dall'altra una saga. Per cui, oltre a essere diversissimi per stile di scrittura c'è anche una certa diversità di sviluppo narrativo. Se me ne fossi reso conto prima, credo che non avrei nemmeno ritenuto opportuno aprire questa discussione; ma d'altronde ricordo che la aprii qualcosa come il giorno successivo a che iniziai le Cronache, per cui non potevo ancora avere un'idea sulla natura di quella storia. Bla bla bla, quanto parlo, veniamo al dunque.
Come dicevo, sono due racconti che pur venendo classificati entrambe nel genere fantasy, non potrebbero essere più diversi. Mi piacciono molto entrambi, e ognuno proprio per ciò che lo rende opposto rispetto all'altro.
Tolkien ha il fascino e la magia della favola antica, perduta e ritrovata tra carte sgualcite e rovinate dal tempo; Martin invece mi esercita un fascino più di carattere viscerale, e paradossalmente allo stesso tempo filosofico, se proprio vogliamo usare questo termine. Cervello e viscere quindi, sono gli organi che Martin riesce a colpire più a fondo; il cuore forse ne rimane un po' fuori. Per quanto riguarda la stesura dei dialoghi, la maestria con cui i personaggi vengono caratterizzati non si discute: Martin non solo vince la contesa, ma credo addirittura non abbia pari tra tutti gli autori di cui ho fatto esperienza. Una cosa che mi piace da morire è quella sorta di relativismo, di anti-oggettivismo che emerge una volta che si ha avuto modo di confrontare tra loro così tanti personaggi. Come si è già detto più e più volte pure qui, non ci sono le categorie assolute del bene e del male, ma solo persone con le loro storie, le loro esperienze che, in tutta la loro asprezza; hanno insegnato loro che per sopravvivere bisogna pensarla e comportarsi in un certo modo. Esperienze diverse, persone diverse. Tutto qui, alla faccia dei buoni e dei cattivi in termini assoluti di Tolkien. E' un modo di vedere le cose decisamente più maturo rispetto alla contrapposizione tra bianco e nero, e innegabilmente più vicino alla sensibilità di un lettore moderno. Tuttavia...Tuttavia...ci sono molti alti e bassi nella storia, ma forse essendo una saga, più che proporsi di essere qualcosa di compiuto e la cui tensione narrativa si mantenga perlopiù uniforme per tutto l'arco della vicenda, la sua funzione è proprio quella di mantenere viva l'attenzione del lettore, spostandola sempre più in la', più in la' e ancora più in la' fino alla sudata conclusione. Per cui ci sono altri due termini da mettere in contrapposizione se si confronta Tolkien e Martin, rispettivamente il piacere della lettura nel qui e ora e lo stimolo di continuare a leggere per scoprire gli sviluppi che un certo evento ha portato. Da questo punto di vista preferisco Tolkien, alla lunga sento il bisogno di più parti interessanti di per se' e non solo per quello che lasciano prefigurare.
A me inoltre piacciono molto le atmosfere, e di queste sento la nostalgia quando leggo Martin. Non ho ancora trovato un punto delle Cronache che abbia saputi offrirmi suggestioni pari a quelle della Vecchia Foresta o delle Miniere di Moria.
Per concludere, visto che sul piano strettamente razionale non ho la più pallida idea su chi votare; voto Tolkien per una questione puramente affettiva: avendolo letto per la prima volta quand'ero adolescente e avendolo poi riletto un altro paio di volte, mi ci sono affezionato, ed è come se certe ambientazioni fossero entrate a far parte del mio immaginario, della mia fantasia.
Ma essendo io una persona di testa più che di cuore, mi rendo conto che è un voto che si sorregge su motivazioni sciocche e infondate; se fosse successo il contrario e cioè avessi scoperto Martin in giovane età per poi coccolarmelo e rileggermelo col passare degli anni, avrei votato lui: il mio voto non vale nulla.
 

Davids22

The Prince
18 Dicembre 2007
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Ok, tempo di dire la mia. Preciso subito che, per quanto riguarda Tolkien, mi riferirò unicamente al suo Signore degli Anelli. Mi aspettavo che continuando a leggere le Cronache mi si schiarissero le idee, e invece mi si sono confuse ancora di più. Non è cosa facile scegliere tra due autori così capaci, ognuno col suo stile così radicalmente diverso dall'altro. La cosa poi si fa ancora più difficile considerando che da una parte abbiamo un libro e dall'altra una saga. Per cui, oltre a essere diversissimi per stile di scrittura c'è anche una certa diversità di sviluppo narrativo. Se me ne fossi reso conto prima, credo che non avrei nemmeno ritenuto opportuno aprire questa discussione; ma d'altronde ricordo che la aprii qualcosa come il giorno successivo a che iniziai le Cronache, per cui non potevo ancora avere un'idea sulla natura di quella storia. Bla bla bla, quanto parlo, veniamo al dunque.
Come dicevo, sono due racconti che pur venendo classificati entrambe nel genere fantasy, non potrebbero essere più diversi. Mi piacciono molto entrambi, e ognuno proprio per ciò che lo rende opposto rispetto all'altro.
Tolkien ha il fascino e la magia della favola antica, perduta e ritrovata tra carte sgualcite e rovinate dal tempo; Martin invece mi esercita un fascino più di carattere viscerale, e paradossalmente allo stesso tempo filosofico, se proprio vogliamo usare questo termine. Cervello e viscere quindi, sono gli organi che Martin riesce a colpire più a fondo; il cuore forse ne rimane un po' fuori. Per quanto riguarda la stesura dei dialoghi, la maestria con cui i personaggi vengono caratterizzati non si discute: Martin non solo vince la contesa, ma credo addirittura non abbia pari tra tutti gli autori di cui ho fatto esperienza. Una cosa che mi piace da morire è quella sorta di relativismo, di anti-oggettivismo che emerge una volta che si ha avuto modo di confrontare tra loro così tanti personaggi. Come si è già detto più e più volte pure qui, non ci sono le categorie assolute del bene e del male, ma solo persone con le loro storie, le loro esperienze che, in tutta la loro asprezza; hanno insegnato loro che per sopravvivere bisogna pensarla e comportarsi in un certo modo. Esperienze diverse, persone diverse. Tutto qui, alla faccia dei buoni e dei cattivi in termini assoluti di Tolkien. E' un modo di vedere le cose decisamente più maturo rispetto alla contrapposizione tra bianco e nero, e innegabilmente più vicino alla sensibilità di un lettore moderno. Tuttavia...Tuttavia...ci sono molti alti e bassi nella storia, ma forse essendo una saga, più che proporsi di essere qualcosa di compiuto e la cui tensione narrativa si mantenga perlopiù uniforme per tutto l'arco della vicenda, la sua funzione è proprio quella di mantenere viva l'attenzione del lettore, spostandola sempre più in la', più in la' e ancora più in la' fino alla sudata conclusione. Per cui ci sono altri due termini da mettere in contrapposizione se si confronta Tolkien e Martin, rispettivamente il piacere della lettura nel qui e ora e lo stimolo di continuare a leggere per scoprire gli sviluppi che un certo evento ha portato. Da questo punto di vista preferisco Tolkien, alla lunga sento il bisogno di più parti interessanti di per se' e non solo per quello che lasciano prefigurare.
A me inoltre piacciono molto le atmosfere, e di queste sento la nostalgia quando leggo Martin. Non ho ancora trovato un punto delle Cronache che abbia saputi offrirmi suggestioni pari a quelle della Vecchia Foresta o delle Miniere di Moria.
Per concludere, visto che sul piano strettamente razionale non ho la più pallida idea su chi votare; voto Tolkien per una questione puramente affettiva: avendolo letto per la prima volta quand'ero adolescente e avendolo poi riletto un altro paio di volte, mi ci sono affezionato, ed è come se certe ambientazioni fossero entrate a far parte del mio immaginario, della mia fantasia.
Ma essendo io una persona di testa più che di cuore, mi rendo conto che è un voto che si sorregge su motivazioni sciocche e infondate; se fosse successo il contrario e cioè avessi scoperto Martin in giovane età per poi coccolarmelo e rileggermelo col passare degli anni, avrei votato lui: il mio voto non vale nulla.
ti consiglio di leggere anche Il Silmarillion e Lo Hobbit prima di giudicare totalmente Tolkien...specialmente Il Silmarillion è un capolavoro assoluto a mio parere,ti spiega tutto,dalle origini del mondo e delle varie razze ,e tutta la storia prima di arrivare al ritrovamento dell'Unico Anello che viene raccontato nello Hobbit
 

omegaseymour

Scaccia-nuovi utenti
16 Novembre 2010
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Solo due cose:

Ok, tempo di dire la mia. Preciso subito che, per quanto riguarda Tolkien, mi riferirò unicamente al suo Signore degli Anelli.
Il che è errato, visto che il confronto è tra Tolkien e Martin, non tra il Signore dle ANelli e le Cronache.

Non è cosa facile scegliere tra due autori così capaci, ognuno col suo stile così radicalmente diverso dall'altro. La cosa poi si fa ancora più difficile considerando che da una parte abbiamo un libro e dall'altra una saga.
Sbagliatissimo, il Signore degli anelli è una saga sia all'interno di se stesso che all'interno della mitologia Tolkieniana (il Silmarillio, i vari Racconti, lo Hobbit e, appunto, il Signore del Anelli)

Se poi hai letto veramente solo il Signore degli Anelli dovresti proprio astenerti, in quanto hai letto solo 1/10 dell'opera di Tolkien :)
 

MrPsykarl88

Paranoid android
27 Ottobre 2011
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D'accordo d'accordo, non ho letto il Silmarillion e le altre opere di Tolkien; ma pure di Martin non ho letto tutto. Sono ancora al libro Tempesta di Spade, e chi conoscerà la saga saprà quanto me ne manca ancora per arrivare al termine - senza contare tutti i suoi altri scritti aldifuori delle Cronache. Nonostante questo, per quello che ho letto dei due autori, ritengo di avere elementi a sufficienza per desumere il loro stile e, conseguentemente, esprimere un mio parere sullo stesso. Ogni tanto una generalizzazione ci può stare; come insegna la statistica.
 

Davids22

The Prince
18 Dicembre 2007
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secondo me ti sbagli di tanto...giudicare Tolkien senza aver letto il Silmarillion è come,per fare un paragone calcistico,affrontare il Barcellona senza Messi,cambia e di parecchio..a parte le altre opere,Il Silmarillion è in continuo con Lo Hobbit e ISDA,non è a parte,anche se potrebbe benissimo esserlo.
 

omegaseymour

Scaccia-nuovi utenti
16 Novembre 2010
892
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D'accordo d'accordo, non ho letto il Silmarillion e le altre opere di Tolkien; ma pure di Martin non ho letto tutto. Sono ancora al libro Tempesta di Spade, e chi conoscerà la saga saprà quanto me ne manca ancora per arrivare al termine - senza contare tutti i suoi altri scritti aldifuori delle Cronache. Nonostante questo, per quello che ho letto dei due autori, ritengo di avere elementi a sufficienza per desumere il loro stile e, conseguentemente, esprimere un mio parere sullo stesso. Ogni tanto una generalizzazione ci può stare; come insegna la statistica.
Sì, ma la statistica è quella cosa per la quale se uno muore di fame e uno mangia per 5 da quelle parti si vive bene D:
E poi lo stile del Silmarillion è molto più epico di quello de il Signore degli Anelli.
 

DarkVincent

Ta'Veren
7 Maggio 2007
238
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29
La disputa infinita... Non è possibile definire in meglio o in peggio due scrittori fantasy.
Tolkien è stato il padre di un filone, ha creato tutto un mondo suo e ha creato un modo di vedere la lotta tra bene e male. D'altro canto ha una trama piuttosto lineare, bella, complessa per le grandi implicazioni temporali, ma tutto sommato è un "susseguirsi di eventi". Ed è uno dei motivi per cui quando lo leggo mi viene da sospirare per la bellezza della storia. Ha uno stile divino, superiore a qualunque altro autore nel suo genere.
Però è anche vero che Martin si discosta molto da esso. Ha una trama complessa, non si fa problemi a scrivere di scene cruente, non riaparmia particolari in nulla. E anche lui scrive in modo divino. Poi la sua storia mi lascia... Perplesso. Non la trama, che è inopinabile, ma il fatto che questo libro sia così difficile da partorire (ed Ayrin sa benissimo che io leggevo già Martin quando mi sono iscritto qui) e si debbano aspettare 4-5 anni per due libri GIÀ PRONTI. Però a Martin concedo che ha una scrittura coinvolgente, trainante, ispiratrice. È bellissimo come il suo modo di scrivere ti faccia venir voglia di scrivere a tua volta.

Detto ciò, il confronto non può essere concluso qui, perché ritengo ancora almeno a pari livello ben 3 autori.
Innanzitutto c'è il fantasy semplice, lineare, scontato ma superbo di Eddings (RIP), il ciclo di Belgariad e la trilogia Mallorean, che penso siano due delle trilogie più belle, complete e soddisfacenti mai scritte. E pure piuttosto divertente.
Poi c'è il maestoso Jordan (RIP), con La Ruota del Tempo, che dopo 20 anni non è ancora terminata e giuro mi appassiona ogni pagina di più, un mondo ed una trama complessa, piena, ben narrata, che attira dentro e non lascia uscire.
E per ultimo, che cito per giustizia, Steven Erikson, con la saga Il Libro Malazan del Caduto (erroneamente chiamato la Caduta di Malazan), che trascende qualunque cosa. Non è possibile descrivere un libro ed una storia di questa levatura. Una storia che può essere letta ciascun libro separatamente, che va avanti ed indietro, con una trama triangolare a ricongiungersi, capitoli lunghi suddivisi in paragrafi brevi, che trascinano avanti anche nei punti meno appassionanti (ma necessari), che apri il libro e ci metti 2 giorni a leggere 120 pagine e le restanti 350 le leggi in massimo due giorni e mezzo perché la trama incalza, spinge, strattona, appassiona, crea suspence, fa ridere davvero in alcuni tratti. Ma soprattutto arrivi alla fine del volume 7 su 9 e ancora non sai come andrà a finire. Le guerre, le battaglie ed i duelli che non risparmiano scene di cruenza pura, genialità e volgarità ampiamente liberate, temi teologici ed antropologici profondissimi che passano in armonia con la trama, storia fantasy che ha tanto da dire anche nel mondo reale. I personaggi che muoiono o spariscono quando ti "affezioni", altri che entrano, le storie che da lontanissime finiscono per unirsi, la trama di background che è talmente vasta da non raccapezzarcisi (perché creata per un GdR)...
Non posso dire chi sia più bravo tra i 5 che ho citato, perché meritano tutti l'olimpo del Fantasy, che sono tutti diversi in un modo inaspettato, e lasciano un buon sapore in bocca quando finisci di assaporarli.
Mi astengo dalla votazione.
 

Ayrin

Stormborn
17 Ottobre 2006
567
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La disputa infinita... Non è possibile definire in meglio o in peggio due scrittori fantasy.
Tolkien è stato il padre di un filone, ha creato tutto un mondo suo e ha creato un modo di vedere la lotta tra bene e male. D'altro canto ha una trama piuttosto lineare, bella, complessa per le grandi implicazioni temporali, ma tutto sommato è un "susseguirsi di eventi". Ed è uno dei motivi per cui quando lo leggo mi viene da sospirare per la bellezza della storia. Ha uno stile divino, superiore a qualunque altro autore nel suo genere.
Però è anche vero che Martin si discosta molto da esso. Ha una trama complessa, non si fa problemi a scrivere di scene cruente, non riaparmia particolari in nulla. E anche lui scrive in modo divino. Poi la sua storia mi lascia... Perplesso. Non la trama, che è inopinabile, ma il fatto che questo libro sia così difficile da partorire (ed Ayrin sa benissimo che io leggevo già Martin quando mi sono iscritto qui) e si debbano aspettare 4-5 anni per due libri GIÀ PRONTI. Però a Martin concedo che ha una scrittura coinvolgente, trainante, ispiratrice. È bellissimo come il suo modo di scrivere ti faccia venir voglia di scrivere a tua volta.

Detto ciò, il confronto non può essere concluso qui, perché ritengo ancora almeno a pari livello ben 3 autori.
Innanzitutto c'è il fantasy semplice, lineare, scontato ma superbo di Eddings (RIP), il ciclo di Belgariad e la trilogia Mallorean, che penso siano due delle trilogie più belle, complete e soddisfacenti mai scritte. E pure piuttosto divertente.
Poi c'è il maestoso Jordan (RIP), con La Ruota del Tempo, che dopo 20 anni non è ancora terminata e giuro mi appassiona ogni pagina di più, un mondo ed una trama complessa, piena, ben narrata, che attira dentro e non lascia uscire.
E per ultimo, che cito per giustizia, Steven Erikson, con la saga Il Libro Malazan del Caduto (erroneamente chiamato la Caduta di Malazan), che trascende qualunque cosa. Non è possibile descrivere un libro ed una storia di questa levatura. Una storia che può essere letta ciascun libro separatamente, che va avanti ed indietro, con una trama triangolare a ricongiungersi, capitoli lunghi suddivisi in paragrafi brevi, che trascinano avanti anche nei punti meno appassionanti (ma necessari), che apri il libro e ci metti 2 giorni a leggere 120 pagine e le restanti 350 le leggi in massimo due giorni e mezzo perché la trama incalza, spinge, strattona, appassiona, crea suspence, fa ridere davvero in alcuni tratti. Ma soprattutto arrivi alla fine del volume 7 su 9 e ancora non sai come andrà a finire. Le guerre, le battaglie ed i duelli che non risparmiano scene di cruenza pura, genialità e volgarità ampiamente liberate, temi teologici ed antropologici profondissimi che passano in armonia con la trama, storia fantasy che ha tanto da dire anche nel mondo reale. I personaggi che muoiono o spariscono quando ti "affezioni", altri che entrano, le storie che da lontanissime finiscono per unirsi, la trama di background che è talmente vasta da non raccapezzarcisi (perché creata per un GdR)...
Non posso dire chi sia più bravo tra i 5 che ho citato, perché meritano tutti l'olimpo del Fantasy, che sono tutti diversi in un modo inaspettato, e lasciano un buon sapore in bocca quando finisci di assaporarli.
Mi astengo dalla votazione.
Io di quelli che hai citato conosco solo Jordan Martin e Tolkien ... ç_ç
Mi sa che ho trovato qualcosa da leggere per i prossimi mesi :D
 

DarkVincent

Ta'Veren
7 Maggio 2007
238
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6
29
OT mode On :D
In bocca al lupo a reperire Eddings, già e stato per puro caso che l'ho conosciuto (il mio primo librone da 1300 pagine, ma non ti illudere, sono 3 libri insieme), e per trovare il "completamento" ci ho messo dei mesi.... Il ciclo di Belgariad dovrebbe stamparlo Fanucci nei libroni arancioni "tascabili", la Saga Mallorean io la comprai a suo tempo (7-8 anni fa almeno, prima di iniziare a leggere Martin) in edizione Sperling, ma non so....

Erikson è edito Armenia, buona ricerca anche per quello... Anche lì era stato puro caso, con mia cugina che mi ha regalato i volumi 1 e 3/1.... La saga in inglese è finita nel 2009, in Italia sono alla traduzione completata del volume 7. Preparati psicologicamente, i volumi editi finora sono già 10 se non erro (duplice per il libro 3, 6 e 7) tutti da circa 7-800 pagine. Scritti piccoli.
OT mode off :D

Quando avrò tempo mi piacerebbe leggere anche Hobb e Goodkind, penso siano più o meno alla levatura di tutti quelli finora citati... Qualcuno li ha letti?
Comunque leggerò il SdA e annessi per una terza-quarta volta, penso, attendendo che gli editori e i traduttori si decidano in fretta per gli altri!
 

Ayrin

Stormborn
17 Ottobre 2006
567
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OT mode On :D
In bocca al lupo a reperire Eddings, già e stato per puro caso che l'ho conosciuto (il mio primo librone da 1300 pagine, ma non ti illudere, sono 3 libri insieme), e per trovare il "completamento" ci ho messo dei mesi.... Il ciclo di Belgariad dovrebbe stamparlo Fanucci nei libroni arancioni "tascabili", la Saga Mallorean io la comprai a suo tempo (7-8 anni fa almeno, prima di iniziare a leggere Martin) in edizione Sperling, ma non so....

Erikson è edito Armenia, buona ricerca anche per quello... Anche lì era stato puro caso, con mia cugina che mi ha regalato i volumi 1 e 3/1.... La saga in inglese è finita nel 2009, in Italia sono alla traduzione completata del volume 7. Preparati psicologicamente, i volumi editi finora sono già 10 se non erro (duplice per il libro 3, 6 e 7) tutti da circa 7-800 pagine. Scritti piccoli.
OT mode off :D

Quando avrò tempo mi piacerebbe leggere anche Hobb e Goodkind, penso siano più o meno alla levatura di tutti quelli finora citati... Qualcuno li ha letti?
Comunque leggerò il SdA e annessi per una terza-quarta volta, penso, attendendo che gli editori e i traduttori si decidano in fretta per gli altri!
E vai con l'OT...
Ho già visto su Amazon e ho ordinato il volume 1 di Erikson ^_^
Di Hobb non ho letto ancora nulla...
Io ho letto quasi tutta la saga di Goodkind che è abbastanza scorrevole ed avvincente ... ma... c'è un grosso ma... Sembra per molti versi la brutta copia un po' meno fantasiosa della ruota del tempo... Moltissime idee sono praticamente uguali a quelle di Jordan, magari cambia il nome con cui chiama tali elementi... potrei farti un lungo elenco delle strane coincidenze che si trovano in entrambe le saghe, ma se sei intenzionato a leggerlo allora non ti voglio rovinare la lettura. :)
Un'altra pecca di Goodkind è che dopo un po si perde secondo me.
Nella ruota del tempo più si va avanti e più è coinvolgente. La spada della verità no, o almeno a me dopo un po mi ha proprio stufato. Pensa che non ho ancora letto gli ultimi due libri. :D
Bè fine dell' OT...
Adesso per far finta di rientrare in tema direi...
L'inverno sta arrivando u.u
 

DarkVincent

Ta'Veren
7 Maggio 2007
238
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Ultima cosa in OT: occhio ad Erikson, perché la trama è incomprensibile nelle prime 900 pagine, praticamente. Parte a 1000 senza spiegazioni, capirai quando arrivi alla fine del libro 1... Per capire la trama devi arrivare almeno al libro 3° finito (per capirne una piccola parte). E non ti affezionare ai personaggi, è un consiglio :D
Il libro 1 mi era piaciuto molto, ma arrivi alla fine con la sensazione che manchi qualcosa (cioè gli 8 libri successivi, in realtà) :D detto ciò, buona lettura, e dimmi quando avrai finito di leggerlo se hai avuto la stessa mia impressione sul "coinvolgimento" crescente... capirai quando arrivi alla fine!
Chiudiamo l'OT :D