[Fan Fiction] Assassin's Creed Saga

vakkovich

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Bene dato che sono diventato Famoso su forum ufficiale della ubisoft con queste storie credo sia opportuno metterle anche qui.
NB: TUTTE LE STORIE SONO PROTETTE DA COPYRIGHT. E' VIETATA LA COPIA E/O LA MODIFICA DI OGNI SINGOLA PARTE DELLA STORIA. CHIUNQUE VIOLI IL COPYRIGHT VERRA' PERSEGUITO A NORMA DI LEGGE

Assassin's Creed 3




Troppo tardi mi resi conto che l'auto templare era diretta contro di noi. Venimmo tutti abbagliati dai fari della vettura. Mi aggrappai al sedile, ma venni lo stesso sbalzato fuori dalla macchina.
<<Desmond, attenzione!>>
Un flash, poi più niente. Ero intontito, sicuramente sotto l'effetto di qualche sedativo. Intorno a me vedevo delle ombre, sentivo delle voci. Tutto ad un tratto mi ritrovai a Monteriggioni. Ero nella mia camera, alla villa. Mi rilassavo con Caterina.
<<È tutto pronto?>>
<<Non c'è bisogno di chiederlo...>>
<<Il libero arbitrio non andrebbe mai vietato...>>
Stavo per baciarla, ma mi fermai. Dall'esterno provenivano strani rumori. <<Cos'è stato?>>
<<Probabilmente gli addestramenti.>>
Avrei voluto avere ragione. Dalla finestra piombò una palla di cannone che sfasciò, in pochi istanti, tutta la camera.
<<Dannazione!>>
Mi rialzai in tutta fretta. Non avevo tempo per rimettermi la tunica. Presi solo la lama e mi misi la maglia.
<<Devo trovare Mario e radunare le truppe!>>
Corsi verso la finestra e saltai di sotto. La città, la tranquilla città di Monteriggioni, era in subbuglio. Scesi le scale che portavano sulla strada principale ed incontrai mio zio. Segnato sul viso dal tempo che avanza mi disse:
<<Sono i Borgia!>>
<<Come abbiamo fatto a non accorgercene?>> <<Devono essersi riuniti ad est durante la notte. Dobbiamo tenerli a bada mentre i cittadini si mettono in salvo!>>
<<Ci penso io!>>
Una palla di cannone sfondò l'entrata principale della villa.
<<Usa i cannoni sui bastioni. Ho intenzione di sferrare un attacco frontale!>>
<<Pensi di farcela?>>
<<I Borgia non dovranno superare le mura prima che la gente non si sarà messa al riparo. Insieme per la vittoria.>>
Tese la mano. La presi e la strinsi.
<<Insieme! Zio fa' attenzione!>>
<<Lo farò!>>
Svanì nella folla. Saltai sulla gradinata principale e mi gettai sul cavallo. Mi guardai intorno. Migliaia e migliaia di fiorini usati per ristrutturare Monteriggioni, andati persi per sempre. Mi diressi ad ovest. Ovunque persone in preda al panico che cercavano qualche rifugio. Una cannonata mi sfiorò e caddi da cavallo. Mi rialzai e notai che ero caduto proprio vicino le mura della città. Cercai una scala per riuscire a salire, ma era impossibile trovarne una con tutto quel caos. Mi misi a scalare le mura.
<<Messer Auditore, finalmente è qui!>>
<<Caricate il cannone!>>
Impugnai il cannone e sparai contro una delle torri di controllo fuori la città. La scena era spaventosa. Miliardi di templari che si accingevano ad entrare nella città in qualunque modo. Mi guardai intorno e vidi un macchinario con dentro altri templari. Erano riusciti ad entrare. Mi vedevo costretto a respingere i templari. Usa un montacarichi e volai sopra la torre.
Mi gettai a capofitto su un templare attirando l'attenzione degli altri. Erano in pochi e non erano molto abili con la spada. Ne feci fuori due in un colpo solo. Le mura tremarono. Guardai la porta principale della città e vidi del fumo nero uscire da essa. Mio zio spuntò dalle macerie. Era stravolto. Cadde a terra. Probabilmente era ferito.
<<ZIO!>>
Dietro di lui c'era un uomo, Cesare Borgia.
<<Lo so che sei lì, Ezio! Il papa mi ha detto tutto su di te e della tua banda di assassini...>>
In preda all'ira mi gettai dalle mura. Atterrai su un tetto di una casa ancora intatta.
<<...e di questo!>>
Tirò fuori dalla tasca un frutto dell'eden. Come era entrato in possesso della mela?
<<È stato già versato troppo sangue,ma verrà il tempo delle abluzioni.>>
Correvo per i tetti di Monteriggioni. Cercavo in tutti i modi di raggiungerlo il più veloce possibile.
<<Così consideralo un invito dalla mia famiglia....alla tua!>>
Puntò il fucile contro mio zio. Si sentì il rimbombo di uno sparo. Una fitta alla spalla sinistra. Qualcuno mi aveva colpito. Scivolai e caddi dal palazzo.
<<Basta. Tiratelo fuori!>>
Sentivo una voce. Era una voce conosciuta.
<<Fatemi parlare con lui in privato.>>
Vidic! Riconoscerei la sua voce tra mille. Ma cosa diavolo ci facevo all'Abstergo?
I miei occhi fecero fatica ad abituarsi alla troppa luce. Mi alzai piano, ma urtai lo stesso contro il visore dell'Animus.
<<*****!>>
<<Ben ritrovato signor Miles. Come vede, lei ci serve ancora.>>
<<Bastardi! Cosa volete ancora da me? La mappa dei frutti dell'eden ce l'avete.>>
<<No signor Miles, si sbaglia. Riprenderemo dove lei e la signorina Stillman avete interrotto. La storia di Ezio Auditore non finisce nel 1499. Ora si vada a riposare. L'attende un giorno molto impegnativo.>>
<<Dov'è Lucy?>>
<< L'abbiamo rinchiusa, ma non si preoccupi per lei, ma per la sua vita.>>
Mi rinchiusero nella mia stanza. Mi guardai intorno con la vista dell'aquila e rividi le scritte lasciate dal soggetto 16. Cercai di analizzarle, ma non avevano senso. C'era scritta solo una data 21/12/2012.
<<Desmond! Desmond!>>
<<Non può sentirci Lucy!>>
Eravamo bloccati. I templari ci avevano rinchiuso in una cella minuscola.
<<Rebecca spostati. Sto soffocando!>>
<<Zitti! Arriva qualcuno!>>
Sentimmo il rumore di passi, ma non era solo una persona.
La porta si aprì e vedemmo Vidic con affianco un uomo.
<<Vidic cosa vuoi da noi? Lasciaci andare!>>
<<Non ne sarei così sicuro! Ah dimenticavo, signorina Stillman si ricorda di Adrian?>>
<<Il soggetto 16. Impossibile lui è morto!>>
Non riuscivo a credere ai miei occhi. Come poteva essere ancora vivo?
<<Si sbaglia ancora una volta signorina. Il nostro caro soggetto 16 è ancora vivo! Ora, collaborerete con noi? O preferite la morte?>> << Adrian era morto. Questo è quello che ci hanno fatto credere, o meglio mi ha fatto credere, ma l'impo....che hai Desmond?>>
Senza rendermene conto mi stavo contorcendo, avevo delle visioni, ma sembravano così reali. Eppure non ero dentro l'Animus.
<<Altair, finalmente sei qui.>>
<< Perchè mi avete convocato Malik?>>
<<Il frutto dell'eden, dammelo.>>
<<Non posso, ho giurato sulla mia stessa vita che avrei protetto questi frutti fino alla morte.>>
<<Ma non vedi che quei frutti ti stanno consumando l'anima?>>
Mi guardai le mani, il marchio degli assassini non c'era più. E sul petto avevo incisa una strana croce rossa.
Mi risvegliai e subito Vidic mi piombò addosso.
<<Cos'hai visto?PARLA!>>
<<Altair, era un templare.>>
Ansimavo, come se aver vissuto quel ricordo mi fosse costato una fatica enorme.
<< E aveva un frutto dell'eden, però non era la mela che aveva sottratto ad Al Mualim, era un altro frutto, quello di Adamo ed Eva. >>
<<Quei nomi.....Minerva....Adamo.....Eva...aaahhhhh.....Desmond......la fine del mondo.....è vicina.....>>
fine parte 1
 

vakkovich

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parte 2

Stava sudando, ma non era sudore,era sangue. Stava facendo uno sforzo immane. Stava cercando di ricordare qualcosa riguardo la fine del mondo.
Gli occhi gli si erano fatti vitrei. Era immobile, ma era ancora vivo. Infine parlò con un'altra voce.
<<Desmond Miles, il prescelto. Erano millenni che aspettavo la tua venuta.>>
<<Chi sei?>>
<<Minerva, mi sono appropriata di questo corpo per guidarti nella tua missione.>>
<<Quale missione?>>
<< Il tempo stringe, presto Desmond ritrova i vari frutti dell'eden e riportali in America Latina, nel tempio Maya. Lo riconoscerai dal simbolo degli assassini presente sulla porta principale.>>
Detto questo Adrian spirò. Ma il suo corpo sparì all'istante.
<<Minerva ha avuto una specie di collegamento con tuo cugino.>>

<<Cosa? Adrian era mio cugino? Quante altre cose mi state nascondendo? Magari i miei genitori sono ancora vivi e ora si trovano qui?>>
<<Cosa dobbiamo fare?>>
<<Lucy ma sei impazzita?>>
<<Pare che il soggetto 17 si rifiuti di collaborare. Non riusciamo ad accedere ai blocchi di memoria. Alcuni sono danneggiati e così, visto che vi conoscete così bene, dovete far rivivere i ricordi danneggiati al signor Miles.>>
<<Affare fatto!>>
Ci portarono in una stanza ovale, diversa dalla vecchia stanza dove si trovava il vecchio Animus.
<<Aspettate qui. Io vado a prendere il signor Miles.>>
Stavo ancora guardando la stanza con la vista dell'aquila, quando entrò Warren. Non credetti a ciò che vedevo. Vidic non era di colore rosso, come i miei nemici, ma era di color ciano.
<<Sei un assassino!>>
<<Come signor Miles?>>
Presi immediatamente il braccio di Vidic per controllare, ma lo scambiarono per un attacco e mi tramortirono.
<<Vidic, fammi vedere il braccio.>>
Fece finta di non ascoltare mentre mi portavano nella mia stanza con Lucy, Shaun e Rebecca.
<<Cosa diavolo ti è saltato in mente?>>
<Stavo usando la vista dell'aquila per vedere se si poteva scappare, ma poi ho visto che Vidic era blu. I miei nemici sono di colore rosso, ma Vidic era blu, come se fosse un alleato. Ho controllato bene e ho visto il marchio sul braccio. Lucy, Vidic è un assassino.>>
La notte non riuscì a dormire. Troppe domande senza risposta, troppi cambiamenti. A volte mi chiedo se tutto questo non sia solo un sogno.
<<Cesare, eccoti finalmente.>>
<<Ezio ho scoperto il segreto, finalmente posso diventare invincibile, con i miei 5 frutti dell'eden sarò imbattibile.>>
<<Come 5? io ne avevo soltanto 2: il bastone del Papa e la mela.>>
<< Oh caro Ezio, di mele ce ne sono ben 4 e....>>
<<Desmond, Desmond!Alzati presto.>>
<<Che è successo?>>
<<Vidic e tutti gli altri templari, morti.>>
<<Come sono finito in macchina?>>
<<Ti hanno trasportato Shaun e Rebecca.>>
<<Ma chi ha ucciso i templari? E poi Vidic è un assassino perchè l'hanno ucciso?>>
<<Non ne siamo sicuri ma forse abbiamo a che fare con qualcosa di più pericoloso dei templari. Vidic non era il capo dei templari. Era al servizio di altri templari ancora più pericolosi. Oppure sono stati altri assassini a salvarci.>>
<<Escluderei la seconda opzione. Se sono stati degli assassini perchè hanno ucciso Vidic? Era un assassino, uno della confraternita.>>
<<Forse non lo sapevano.>>
Restammo in silenzio per tutto il tragitto finchè non raggiungemmo un magazzino a Seattle identico a quello distrutto dai templari.
<<Ma come faremo senza animus?>>
<< Non preoccuparti.>>
Levò un grosso telo che copriva una macchina.
<<Dai il benvenuto a Baby, o meglio Animus 3.0.>>
<<E cos'è cambiato?>>
<<Solo l'effetto Osmosi, permetterà di apprendere più velocemente le abilità di Roberto Auditore, il tuo nuovo antenato, e Altair.>>
<<Cosa? Ritornerò di nuovo ad Acri?>>
<<Si, ma...ehm....Altair non è più lo stesso con la mela, quindi sta attento. Quando sarai Altair, disattiveremo l'effetto Osmosi.>>
<<Lucy, posso parlarti?>>
<<Dimmi, Desmond.>>
<<Credo che l'effetto Osmosi non sia una buona idea. Le allucinazioni peggiorano. Ormai sto vivendo ricordi di Ezio e non sono nemmeno nell'Animus. >>
<<I Borgia avevano 5 frutti dell'eden e di tutti i frutti 4 sono mele. Ora non so se me lo sono inventato io oppure è così.>>
<<Desmond non ti preoccupare, finche non senti dolori puoi usare l'Animus, ma se riscontri anche il più piccolo mal di testa ti tiriamo fuori. Ora va a sederti che cominciamo.>>
Mi mossi verso l'Animus, mi sedetti e chiusi gli occhi.
Una specie di casco si posò sulla mia testa e abbandonai la stanza e presi i panni di Roberto Auditore.
Firenze.
<<Roberto, Ezio ti vuole vedere.>>
Ezio? ma avrà più di 100 anni, come fa ad essere ancora vivo?
Pensai ai frutti dell'eden. Possono rendere l'immortalità? Ma i frutti di Ezio non li avevano rubati? Forse se li era ripresi.
Mentre correvo per andare a vedere Ezio, una fitta allo stomaco mi sorprese e caddi a terra.
Mi contorcevo nell'animus ma a Roberto non succedeva niente, lui continuava a camminare.
Capì che era solo un problema mio.
Tutto buio. Mi tirarono fuori dall'animus appena in tempo, la fitta aumentava. Mi ci vollero un paio d'ore per riprendermi. Questo non mi era mai capitato con l'Animus.
<<Lucy, cosa mi sta succedendo?>>
<<La stessa cosa che è accaduta ad Adrian.>>
<<Avrò costantemente allucinazioni così da non distinguere la realtà con la finzione?>>
<<No se riesci a controllarlo. Quando ti portarono qua capì subito che eri diverso.>>
<<D'accordo, ci proverò. Ma Ezio è ancora vivo? Come è possibile?>>
<<I frutti dell'eden se usati bene possono dare l'immortalità, così facendo il possessore potrà rimanere giovane per sempre, a meno che...>>
<<A meno che cosa?>>
<<A meno che questi frutti non vengono rubati o distrutti.>>
Ed è per questo che rivivo i ricordi di un altro mio antenato, se Ezio aveva i frutti, allora anche Roberto doveva esserne a conoscenza.>>
<<Giusto, se tutto va come previsto, sarai il più forte assassino del mondo, sai, Roberto, dopo Ezio ed Altair era uno dei più grandi assassini.>>
<<Ok, vado a sedermi sull'Animus.>>
Presi posto e mi ritrovai nella Firenze del 16° secolo.
<<Roberto, figlio mio, ho da consegnarti una cosa>>
Mi diede uno strano pacco con su scritto per Leonardo, da Ezio Auditore II.
Ora capisco, Ezio non era il vero Ezio Auditore, ma mio padre, Ezio Auditore II, chiamato così in onore di suo bisnonno.
<<Voglio che lo consegni a Leonardo de Pazzi, capito? Stai molto attento, contiene una cosa molto fragile.>>
<<Okay, padre, sarà fatto.>>
Mi incamminai, ma le immagini erano confuse. Un po' Firenze, un po' Gerusalemme, un po' Roberto, un po' Altair.
Continuavo a non capire.
Ora l'immagine è nitida, però sono ad Acri.
Forse Rebecca non se ne è accorta ma l'effetto Osmosi è attivo.
Altair era diverso, totalmente diverso da quando ha ucciso Al Mualim.
Aveva la Mela in tasca. Si stava dirigendo verso la biblioteca di Acri.
Prese 30 fogli bianchi e incominciò a scrivere.
Ero capitato nel periodo nel quale scrive le pagine del codice?
<<Altair!Fratello mio.>>
<<Dimmi, Malik, cosa ti serve?>>
<<Potere, fratello, donaci la spada dell'eden, solo per questa battaglia con i templari. Vinceremo la guerra.>>
<<Malik, mi hanno visto usare questa spada, se ve la do sapranno che sono stato io e la mia copertura salterà.>>
<<E come faremo signore? La mela?>>
<< Tenete, andate e vincete. Io ho altro da fare.>>
Porsi la mela e mi rimisi a lavoro.
Mi ci volle un po' per finire la prima pagina.
Restai nella biblioteca per ore a pensare il da farsi.
Potevo affrontare da solo tutti quei templari?
Certo avevo tutti i frutti dell'eden dalla mia parte, ma i templari sono troppi.
<<Questa è da parte di mio padre, Ezio Auditore II.>>
L'Animus non andava, mischiava i ricordi di Roberto con quelli di Altair. Mi tirarono fuori dall'Animus.
 

vakkovich

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parte 3

<<Dobbiamo ripararlo. Nel frattempo perchè non ti vai ad allenare?>>
<<Tutti questi assassini che combattono, mi stanno facendo sembrare inutile, Lucy, voglio andare a combattere con loro.>>
<<Desmond, tu non sei inutile. Stai dando molto. I tuoi antenati sono la chiave per vincere questa guerra.>>
<<Ma non capisci? Ormai ho esperienza, posso andare a combattere con loro. Quelli che rischiano la vita ogni giorno per portare la pace, Qui invece me ne sto seduto a rivivere i ricordi dei miei antenati.>>
<<Okay Desmond, andiamo a vedere, ma non combattiamo. Porta la lama nascosta non si sa mai. Ah Desmond prendi.>>
Mi lanciò una spada. Una strana spada, molto familiare.
<<La spada di Altair. L'abbiamo recuperata durante degli scavi archeologici un paio d'anni fa. Crediamo che è un frutto dell'eden. Per ora tienila tu, prova a maneggiarla, ma oggi non la userai se non in caso di pericolo, okay?>>
<<D'accordo. Grazie Lucy.>>
Prendemmo la macchina e andammo in un posto strano, isolato, fuori Seattle.
Era come ritornare per le campagne di Firenze.
Il viaggio durò parecchie ore e per tutto il tragitto io e Lucy rimanemmo in silenzio.
Quando arrivammo, ai miei occhi si presentò una scena orribile: migliaia e migliaia di corpi senza vita. Erano per la maggior parte degli assassini. Riconoscevo quelli dei templari perchè avevano impressa con il fuoco il loro marchio sul petto.
Camminavamo tra i vari cadaveri. Mi sorprese vedere Lucy non piangere, ma quando arrivammo davanti un cadavere il suo sguardo si fece cupo.
<<Lucy, tutto bene?>>
Mi avvicinai a lei. Guardava un corpo di un ragazzo più o meno della mia stessa età.
<<Lo conoscevi?>>
<<Era........mio..........fratello......>>
Le lacrime le scendevano dagli occhi.
Cercai di consolarla ma fu inutile, non voleva calmarsi.
Ma dovette farlo perchè sentimmo uno strano rumore, alle nostre spalle.
Istintivamente estrassi la spada e la lama.
<<Chi è la? Fatti riconoscere.>>
<<Pace fratelli.>>
Uscì di scatto dal cespuglio e si lanciò verso Lucy con la sua spada.
La spostai quel tanto che bastava per non farla colpire, ma la spada la ferì lo stesso.
<<LUCY!>>
Stava già scappando, quando mi girai verso di lui.
<<Desmond, corri, sta fuggendo.>>
Mi misi a correre più che potei fino a raggiungere un piccolo paese e subito mi resi conto che ero finito in trappola.
Subito mi ritrovai circondato da più di venti templari
Sapevano chi ero, dei miei antenati, perciò erano cauti.
Volevano catturarmi. Il primo mi attaccò con tanta furia da scaraventarmi a terra. La spada mi scivolò a terra. Non sapevo più cosa fare. Mi si avventò contro ma io lo infilzai con la mia lama.
Me ne ero quasi scordato.
Buttai via il cadavere e ripresi la spada.
E aspettai fermo in difesa.
Erano stupefatti, ma ora erano a conoscenza della mia lama.
<<DESMOND!>>
Tutti si girarono verso l'origine della voce.
Era una donna, molto bella. Non era Lucy, ma le somigliava molto.
Gettò una bomba fumogena a terra. Capì subito le sue intenzioni e la seguì.
<<Corri!>>
Corremmo a grande velocità fino a raggiungere la macchina di Lucy.
<< Cosa diavolo ti è saltato in testa? Volevi farti ammazzare? E tu Lucy lo lasci andare così? Lui è importante.>>
<< Lo so! Voleva combattere contro i templari e poi l'Animus era rotto.>>
<<Si ma tu chi sei?>>
<<Sono Maria, la sorella di Lucy.>>
<<La sorella di Lucy? Non me ne avevi mai parlato.>>
<<Non me l'hai mai chiesto.>>
<<Mi dispiace per vostro fratello.>>
Nessuna delle due parlò.
<<C***o ci stanno seguendo.>>
Guardai dietro e vidi una macchina con il marchio dei templari sul fianco.
<< Sono quelli che avevamo seminato. Ferma la macchina.>>
<<Cosa diavolo ti salta in mente? Stavi quasi per essere ammazzato prima. Forse ancora non l'hai capito ma sei importante!>>
<<Lo so chi sono, ma ferma la macchina. Fidati di me.>>
<<TE LO SCORDI, DESMOND.>>
<<FERMA QUESTA C***O DÌ MACCHINA!>>
La macchina si arrestò all'istante.
<<Lucy passami la spada.>>
Presi la spada e andai fuori dalla macchina.
Li aspettavo fuori con spada e lama ben in vista.
Uscirono fuori la macchina e subito ci vennero incontro.
Ma non ero io il bersaglio. Puntavano a Maria.
<<Non ne ucciderete un altro.>>
L'adrenalina scorreva nelle vene. Impugnai con forza la spada e ne infilzai 2 con un colpo solo.
Erano rimasti in 9. 9 contro 2. Avremmo perso, ma qualcuno suonò. Era il rumore di un clacson. Mi voltai dietro e vidi una macchina con lo stemma degli assassini.
Arrivano i nostri pensai, ma la gioia venne subito frenata.
Dalla macchina caddero a terra 7 corpi di assassini, morti.
E scesero altrettanti templari.
 

Donato621

Nuovo utente
Vakkovich è mio amico e STA SCRIVENDO UN LIBRO ma non su Assassin's Creed. Se lo pubblica io lo prenoterò un anno prima dell'uscità ;)
W Vakko!
 

vakkovich

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parte 4

Bene se ne aggiungono altri. ora erano in 16.
La sfortuna era dalla nostra parte. Ma come prima, con me ci andavano cauti. Non dovevano uccidermi, ma potevano uccidere Maria e questo non l'avrei permesso.
Quando mi decisi ad attaccare un templare alzò la spada e quei 7 che erano scesi dalla macchina, con mia grande sorpresa, attaccarono gli altri templari.
Usai la vista dell'aquila ed erano tutti di colore blu. Erano tutti assassini. Dovevo rendermene conto prima dalle mani senza anulare.
La situazione si era ribaltata 9 contro 9, uno scontro alla pari. Vincemmo senza alcuna difficoltà.
<<Grazie per il vostro aiuto. Io sono .....>>
<< Sappiamo chi sei, soggetto 17. Ci ha mandati Manuel a proteggerti.>>
<<Manuel? chi?>>
<<Il capo degli assassini, colui che dirige le forze armate contro i templari. Perchè siete venuti qui? Questa è una delle zone rosse, dovete andarvene immediatamente.>>
Senza alcuna esitazione salimmo in macchina. Quando arrivammo al magazzino come prima cosa curammo Lucy.
<<Stai bene?>>
<<Sono stata meglio, Rebecca, l'Animus?>>
<<E' andato, non si poteva riparare.>>
<<Credo che bisogna costruirne uno nuovo.>>
<<Oh m***a.>>
Mi contorcevo di nuovo. Sentivo parlare qualcuno.
<<Requiescat in pace.>>
Guardai i frutti dell'eden cadere dalle mani di Cesare.
Ora erano tutti in mano mia: tutti e sette.
Chissà quali poteri potevano scaturire.
Un bagliore di luce, caddi all'indietro e vidi una sagoma di una figura umana. Chi era?
<<Desmond, Desmond! Cosa hai visto?>>
<<Credo che non servirà l'Animus. Ezio possedeva tutti i frutti, ma erano tutti sfocati. Riconoscevo solo i frutti che già avevo visto.>>
<<Sbalorditivo, nessuno sa controllare così i ricordi dei propri antenati. Certo devi ancora migliorare, ma già è qualcosa.>>
<<Quindi se mi impegno posso andare a piacimento da Desmond a Ezio e perfino ad Altair?>>
<<Certo Desmond.>>
<<Che figata! Comunque, per la faccenda della fine del mondo? Quale missione dovrei fare?>>
<<Non lo sappiamo, aveva detto di trovare tutti i frutti e portarli ai templi Maya...>>
<< Sappiamo dove stavano nel 1500, ma sono passati 500 anni.>>
<<Potrebbero stare in qualsiasi parte del mondo.>>
<< Credo che dovremmo andare a Roma.>>
<< Giusto! Il bastone papale, era uno dei frutti. Ma come possiamo prenderlo? Di certo il Papa non ce lo darà facilmente e poi è circondato da centinaia di guardie del corpo dopo la recente, quasi riuscita, aggressione.>>
<<Non credo che abbiamo altre scelte Desmond. Preparati si parte tra una settimana.>>
<<E come dovrei prepararmi?>>
<<Ti insegneremo noi, d'altronde siamo assassini esperti.>>
<<Ah Desmond, ti ho fatto preparare una tunica da assassino. Quando saremo a Roma mettitela così ti mimetizzerai con gli altri cardinali, anche se i colori non sono gli stessi.>>
<<Bene Desmond, seguici.>>
<<Andammo al piano inferiore. C'erano manichini di paglia sparsi ovunque.
<<Bene>> Mi lanciò la lama nascosta.
<<Vediamo cosa sai fare>>
<< Cosa dovrei fare?>>
<<Infilzate i vari manichini in tutti i modi che conosci e poi combattere contro di me, prima a mani nude, poi con le spade e infine con le doppie spade.>>
Feci mostra delle mie abilità, quelle apprese da Ezio, ma non lo sorpresi molto.
<< Bene ora fammi vedere come mi attacchi con la doppia spada>>
Ci allenammo molto a lungo per una settimana.
<<Desmond, svegliati, dobbiamo partire.>>
<<Su dai Desmond>>
<<Come mai vengono anche loro?>>
<<Templari, sanno dove ci troviamo e per un po' staremo a Roma da mio zio.>>
<<Okay, dammi dieci minuti e scendo.>>
<< Non ce li abbiamo 10 minuti. Stanno arrivando. Dobbiamo sparire al più presto.>>
<<Ma porca *******.>>
<< Cosa c'è?>>
<< Non trovo la mappa.>>
<< Che mappa?>>
<< L'ho disegnata dopo aver visto il ricordo di Ezio, sopra stanno scritti i vari posto possibili dove possono stare i frutti.>>
<<E' questa?>>
<<Sì!Grazie Lucy, ti adoro.>>
Sentì suonare il clacson più volte.
<<ARRIVIAMO!>>
<<Sbrigatevi, non abbiamo più tempo.>>
Scendemmo in fretta e furia le scale.
Salimmo in macchina, uscimmo dal vialetto del magazzino, ma ci trovammo davanti 2 macchine piene di templari.
<<Mi hanno davvero rotto!>>
Scesi dalla macchina calmo. Loro non si mossero.
Corsi verso di loro, salì sul parabrezza, estrassi le lame e trafissi le loro teste. Il vetro era sottile e le lame lo trapassarono facilmente.
Lucy e Maria lanciarono una bomba fumogena e ce ne scappammo.
Eravamo in due macchine. Per non farci seguire prendemmo direzioni diverse per poi ritrovarci sulla superstrada e andare verso l'aeroporto.
Il piano era questo: nasconderci in un deposito, aspettare che passi vicino un addetto ai voli, ucciderlo prendere i suoi vestiti e salire sull'aereo.
Il piano riuscì perfettamente. Salimmo tutti sull'aereo e con nostra enorme sorpreso trovammo una ventina di templari. Per fortuna non accorsero di noi. Il volo durò parecchie ore. Scesi dall'aereo chiamammo un taxi per farci portare a San Pietro.
La piazza era gremita di persone, perciò ci risultò abbastanza facile confonderci tra la folla. Ma non fu altrettanto facile confondere i nostri movimenti quando salimmo sulle colonne ai margini della piazza.
La polizia locale ci inquadrò subito e decidemmo di fuggire. Avremmo di sicuro attirato l'attenzione della sicurezza se entravamo davanti a tutti.
 
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